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Bolzano
22 giugno | 21:26

IL VIDEO. "Non me l'aspettavo", Franco Bragagna sulla sospensione per Epo di Schwazer: "Una vicenda che mi ha amareggiato e sono affranto"

Franco Bragagna, affranto nel suo “Sarò Franco” parla del terzo caso di positività al doping di Alex Schwazer. Con uno sguardo al passato, fino alla storica medaglia d’oro di Pechino

di Redazione

BOLZANO. "A volte ritornano e non me l'aspettavo. Ancora tu? Cantava...Non dovevamo vederci più, non è il caso di scherzare stavolta o di ironizzare". Così Franco Bragagna sulla presunta positività del marciatore altoatesino. "Alex Schwazer, chi se l'aspettava? Sarò franco. Una vicenda che mi ha amareggiato, la sua, quella che più mi ha lasciato il segno nella mia lunghissima carriera di giornalista anche inviato, che ha seguito tanto, praticamente tutto dell'atletica, e che ha gioito con tutti gli altri per la vittoria della medaglia d'oro nella 50 chilometri di marcia di Pechino, il punto più alto della carriera del ragazzo di vicino Vipiteno, Calice di Racines, che definì allora la località più piccola della storia, 31 abitanti, che ha tra i suoi un medagliato olimpico tra le invernali e le estive".

 

L'intervento di Franco Bragagna è sul procedimento intrapreso dalla Nada, l'Agenzia nazionale antidoping della Germania, nei confronti del marciatore di Racines, nel cui sangue e nelle cui urine sono state trovate tracce di Epo (come accaduto nel 2012, prima delle Olimpiadi di Londra), dopo i controlli effettuati al termine dei campionati tedeschi disputati sulla distanza della maratona (Qui articolo).

"Lo sport è bello, ma io non ho più fiducia nel sistema. Io non ho assunto Epo. Sono innocente. Chiudo qui. Chi ce l'ha con me? Non lo so e non m'interessa", le parole di Schwazer in conferenza stampa. 

 

Si sottoporrà alle controanalisi? "Se non viene analizzata anche la provetta conservata da Donati rinuncio alle controanalisi", ancora il marciatore. "Non voglio più mettere da parte la mia vita per buttarmi in delle procedure, udienze e quant'altro". Al suo fianco, durante la conferenza svoltasi in modalità on line, la manager Giulia Mancini e il legale Gerhard Brandstätter (Qui articolo).

 

E Bragagna cerca anche di fare un po' di ordine. "Si definisce...Beh, non lo dice ma è anche un po' schifato, stanco, non vuole lottare oltre, non vuole andare contro il sistema, non lo convince più e tutto il resto. E si parla appunto...Avevo parlato di prova, provetta A e B per il sangue. Non c'è una provetta C, ma c'è per l'urina, che non è una provetta C, non esiste, è un'anomalia perché le controanalisi verranno fatte, le richiederanno: Gerhard Brandstätter, l'avvocato, l'ha annunciato in conferenza stampa, sulla provetta B".

 

La C "non fa testo, la C è il residuo dell'urina e il massimo che si possa avere per un atleta è che sia presente al momento in cui viene gettata, tutto qui. E invece tanto deve aver insistito...'Ce l'ha Sandro', ha detto Alex Schwazer. Tanto deve aver insistito Sandro Donati, che è stato allenatore dell'atleta, che è vicedirettore tecnico della Federazione, che gli è stata consegnata una cosa, una provetta...Non o meno se è sigillata, le altre due sì, in presenza dell'atleta devono essere sigillate. Che che valore ha? Nessuno. Non potrà essere esaminato il contenuto. Veramente non si capisce, dovrà essere quella B. E avanti così. Dice che non vorrà assolutamente andare avanti, è comprensibile, è padre di famiglia, ha 41 anni, già gli avevano detto i suoi 'Ma chi te lo fa fare andare avanti con le gare?', però troppo più forte di lui. Ragazzi, stargli vicino perché stargli vicino assolutamente, ne avrà presumibilmente bisogno. E c'è però il rischio che debba rispondere in sede penale perché tanto in Germania che in Italia il doping è un reato penale, un pubblico ministero potrebbe chiedergli conto anche in Italia. Sono stato franco ma franco ma affranto dopo questa cosa".

 

Intanto tutto il mondo della marcia italiana si è schierata contro Alex Schwazer. Una reazione ironica, ma estremamente dura per esempio quella di Massimo Stano: "Cosa sarà stato contaminato? Pomata, bistecca o asciugamano in palestra".

 

Invece Antonella Palmisano, medaglia d'oro olimpica a Tokyo 2020 nella 20 chilometri, non entra nel merito di quanto accaduto, ma la sua storia Instagram è estremamente significativa: le emoji dei pop corn, la "gif" di Netflix in caricamento, con chiaro riferimento alla "docuserie" su Schwazer prodotta dalla piattaforma. E, in fondo, un messaggio significativo: "Mi do anche una grattata". Con riferimento ad un altro passaggio della conferenza stampa del pomeriggio, durante la quale il marciatore di Racines ha fatto il proprio "in bocca al lupo" agli atleti che parteciperanno ai prossimi Europei di Birmingham. Due parole e basta - "No words" - a commento della notizia è quanto espresso da un altro marciatore azzurro, Francesco Fortunato, detentore del record mondiale della marcia sui 5mila metri indoor e del record europeo della mezza maratona di marcia (Qui articolo).

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