"Lo sport è bello, ma io non ho più fiducia nel sistema. Io non ho assunto Epo. Sono innocente. Chiudo qui. Chi ce l'ha con me? Non lo so e non m'interessa"
Alex Schwazer ha parlato in conferenza stampa dopo la sospensione decisa dalla Nada, l'agenzia tedesca antidoping, che comunicato di aver riscontrato tracce di Epo nel suo sangue e nelle sue urine dopo il controllo antidoping effettuato al termine dei campionati tedeschi di marcia sulla distanza della maratona, che il 41enne di Racines aveva stravinto con un tempo eccezionale. "Ognuno ha un limite di sopportazione, dove si può arrivare. Io già molto vicino un paio di volte, non le voglio più rivivere queste robe. Chiudo qui"

BOLZANO. "Lo sport è bello, io non ho più fiducia nel sistema. Dopo Rio sono stati 5 anni a passare le nottate a leggere le memorie, cercare di controbattere, sfinirsi perché le provette non venivano mandate. Dico solo alcune cose perché non sapete quello che si passa. Io questa roba non la voglio più fare: basta. Non voglio mettere a rischio la mia vita, da uomo, da marito, da padre. Lo sportivo non me ne frega più nulla. Possono fare quello che vogliono. Ognuno ha un limite di sopportazione, dove si può arrivare. Io già molto vicino un paio di volte, non le voglio più rivivere queste robe. Chiudo qui".
E ancora: "Io non ho assunto Epo. Non so come è finita in questa provetta. Non lo so e non lo voglio più nemmeno sapere. Non siamo più a 10 anni fa, dove i miei giorni giravano su cosa potesse essere successo, chi poteva farlo e perché. Io sono innocente, tutte le altre cose non mi interessano".
Alex Schwazer dice "basta". Dopo la sospensione arriva dalla Nada, l'agenzia antidoping tedesca, che ha comunicato di aver rilevato tracce di Epo nel sangue e nelle urine del marciatore di Racines, che a fine aprile aveva partecipato ai campionati tedeschi di marcia sulla distanza della maratona, il 41enne altoatesino ha parlato in conferenza stampa.
Una conferenza stampa convocata già prima che la notizia diventasse ufficiale: il comunicato della Nada è stato diramato nella giornata di oggi - lunedì 22 giugno - ma la sospensione era già stata notificata a Schwazer e al suo management.
Al suo fianco, durante la conferenza svoltasi in modalità on line, la manager Giulia Mancini e il legale Gerhard Brandstätter. Quest'ultimo ha spiegato che "Alex è qui a sottolineare questa voglia di confermare la sua innocenza. Come legali non possiamo dire cose che mettono a rischio di querela l'atleta o noi. Per noi il risultato è inspiegabile. Ne prendiamo atto tecnicamente. Alex non vuole più impugnazioni procedurali, va a sentenza questa settimana l'appello alla Corte Europea dei diritti umani. Ammettono di non averci dato la provetta del sangue, di averci dato quella dell'urina. Ora vediamo. Ha ragione Alex: l'atleta non è tutelato. In ogni procedimento c'è possibilità di colloquio: qui prendono provette, le portano via. Non ci fidiamo. Ma bisogna introdurre un contradditorio democratico anche nella giustizia sportiva. Siamo stati a Colonia 9 anni fa, dopo Rio. Una battaglia incredibile per essere presenti nei laboratori della Wada, dove non ci hanno fatto partecipare ai prelievi. Un sistema arrugginito che non ha nulla a vedere con una dialettica. Se si vuole giustizia, davanti alla affermazione di innocenza di Alex devono analizzare questa provetta. Se Alex non vuole fare battaglie, lo rispettiamo".
Durante la conferenza stampa gli è stato chiesto: "Perché ce l'hanno con te? "Non lo so, non mi interessa - ha risposto -. Adesso lo stato d'animo è diverso da 10 anni fa. Eravamo qui ed eravamo determinati a capire quello che era successo. Sono forte di questi 10 anni, delle esperienze che ho vissuto, non potersi mai staccare dal pensiero. Non lo voglio più fare. Non voglio perdere la mia famiglia, il mio lavoro, i miei cari. Magari rimettendomi dentro io mi sfinisco completamente, mi perdo completamente. Se uno va oltre i propri limiti di sopportazione c'è anche quello. Non so perché ce l'hanno come e non mi interessa".
Schwazer si sottoporrà alle controanalisi? "Se non viene analizzata anche la provetta conservata da Donati - ha spiegato - rinuncio alle controanalisi. Non voglio più mettere da parte la mia vita per buttarmi in delle procedure, udienze e quant'altro".












