Brignone lascia l'ospedale: "Grazie per l'affetto". Paolo De Chiesa: "Incidente innescato da un telo senza velcro, si intervenga per la sicurezza degli sciatori"
L'analisi di Paolo De Chiesa nel giorno in cui la campionessa valdostana lascia l'ospedale di Milano dove era ricoverata da giovedì scorso: "Fondamentale che i teli dei pali abbiano il velcro, e se non è possibile usarlo in competizioni 'minori' che si usi un palo solo o che si mettano delle bandierine tipo 'slalom anni 60' senza velo. L’effetto ottico sarà diverso, ma tutto sommato credo sia meglio non centrare una porta perché non la si è vista in tempo, piuttosto che finire all’ospedale con le gambe fracassate”

MILANO. Gli infortuni fanno parte dello sport, ma l'incidente capitato a Federica Brignone qualche giorno da sull'Alpe Lusia in Val di Fassa ha colpito durissimo il morale del mondo degli sport invernali italiani.
Sulla dinamica della terribile caduta (QUI VIDEO) è intervenuto con un'interessante analisi affidata ai suoi canali social la voce "tecnica" di RaiSport Paolo De Chiesa, che ha evidenziato la "complicità", nell'infortunio dell'azzurra, dei pali posti sulla pista del gigante femminile valevole per i Campionati Italiani all’Alpe Lusia.
“Federica subisce una resistenza fortissima dal palo, perché il telo non aveva il velcro. Il velcro normalmente divide il telo in due, e sottoposto ad una certa forza di impatto si divide, così il palo colpito si svincola velocemente dall’ancoraggio dell’altro palo e si libera. Ma quel palo non aveva il velcro, e quindi ci ha messo una frazione di secondo in più a svincolarsi: purtroppo un attimo decisivo, in cui Federica è stata frenata di colpo perdendo il controllo e innescando un vortice di torsioni aggravato tra l'altro dalla leva prodotta dai due sci, perché gli attacchi non si sono aperti”.
Paolo De Chiesa ha quindi sottolineato che “in Coppa del mondo il velcro è obbligatorio" e che sarebbe il caso che "ci fosse sempre". "Se poi - prosegue - in categorie minori, o nei campionati italiani non si può fare per motivi di budget ridotto, che si usi un palo solo o che si mettano delle bandierine tipo 'slalom anni 60' senza velo. L’effetto ottico sarà diverso, ma tutto sommato credo sia meglio non centrare una porta perché non la si è vista in tempo, piuttosto che finire all’ospedale con le gambe fracassate”.
Non sono mancati poi gli auguri di pronta guarigione alla valdostana che proprio oggi, martedì 8 aprile, sfoggiando un sorriso ottimista, ha lasciato l'ospedale di Milano dove era ricoverata dallo scorso giovedì.
La detentrice della Coppa del mondo e campionessa del mondo di gigante inizia ora il lungo percorso che la porterà al rientro in pista.
“Voglio ringraziare tutto coloro che mi hanno aiutato in questi giorni – ha raccontato -, dai soccorritori presenti in pista alla Federazione, passando per il Centro Sportivo Carabinieri. Pensavo fosse un intervento nella norma, invece quello che hanno fatto tutti i dottori, a cominciare dalla Commissione Medica Fisi guidata da Andrea Panzeri che mi ha operata insieme a Riccardo Accetta e Gabriele Thiebat, è stato qualcosa di forte. Mi sono resa conto solamente dopo l’intervento di quanto ho rischiato, pensavo fosse una cosa veloce, in realtà tutto quello che hanno fatto per ridurre i tempi di attesa ed evitare complicazioni pericolose è stato decisivo".
"Era il momento più bello della mia vita: purtroppo se di professione fai lo sciatore, può succedere. Così tosta è un po’ troppo, ma ho ricevuto veramente tanto affetto. Sono stati cinque giorni in cui mi è arrivata tanta energia positiva. Non sappiamo il tempo che ci vorrà per rientrare, lavoreremo tanto per obiettivi. Il primo sarà quello relativo alla fisioterapia che inizierò sin da lunedì prossimo. Da lì faremo una Tac di controllo per verificare la guarigione dell’osso, poi cercheremo di capire come muoverci per fare la scelta migliore. Non sono sicuramente una che molla, dalle cose negative della vita si può trarre insegnamento per essere una persona migliore. Sicuramente da una situazione così brutta ci saranno delle cose positive. Farò le cose con serenità, vivrò i prossimi mesi nella maniera più positiva e felice possibile”.












