Il gravissimo infortunio di Federica Brignone. Paolo De Chiesa: "Carriera a rischio, sono affranto. Lei è una tigre, ma tornerà se si sentirà competitiva"
"E' una giornata triste per tutto lo sci - confida a Il Dolomiti Paolo De Chiesa, la voce "tecnica" di RaiSport per lo sci alpino e uno dei commentatori più autorevoli del mondo - e, bisogna essere obiettivi, la sua carriera è a fortissimo rischio. Federica è una tigre, ha una forza di volontà unica, la conosciamo bene ma, sinceramente, oggi sono molto preoccupato. Sono certo s'impegnerà al massimo per rientrare, ma sulla tempistica non vi sono certezze e quello che l'attende sarà un percorso durissimo

TRENTO. "Come al solito le cose le faccio in grande o non le faccio! Questa volta l'ho fatta grossa (in negativo). Volevo ringraziare chi mi ha soccorsa in pista, chi mi ha aiutata a Trento, l'equipe medica della Fisi che mi ha operata e chi si sta prendendo cura di me qui alla Clinica La Madonnina. Un grazie a tutti voi che mi state scrivendo, per fortuna ho un sacco di amici che mi tengono compagnia e mi fanno ridere. Grazie".
Federica Brignone ha già iniziato il proprio percorso riabilitativo. Che sarà, inevitabilmente, lungo e complicato. La fuoriclasse valdostana è stata operata nella serata di giovedì 3 aprile (Qui articolo), poche ore dopo il gravissimo infortunio patito durante la seconda manche dello slalom gigante valevole per i Campionati Italiani che si stanno disputando sull'Alpe Lusia, in val di Fassa (Qui articolo).
L'intervento ha riguardato la frattura scomposta del piatto tibiale e del perone: per il legamento crociato anteriore, anch'esso rotto, se ne riparlerà tra qualche mese ma, anche quello, sarà certamente oggetto di operazione. Il rientro alle gare? Impossibile fare una previsione adesso: Federica è attesa da 45 giorni di totale scarico, poi gli specialisti decideranno come intervenire.
Ad essere a rischio, ora, non sono solamente le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, in programma tra dieci mesi, ma anche il prosieguo della carriera di una delle più grandi sciatrici di tutti i tempi, fresca di conquista della sua seconda Coppa del Mondo generale, della Coppa del Mondo di discesa e della Coppa del Mondo di gigante. Alla soglia dei 35 anni, la superstar di La Salle è attesa da un lungo percorso che potrebbe sì riportarla in pista, ma non prima di un anno.
Le immagini, soprattutto quelle frontali, della caduta e della rotazione innaturale del ginocchio sinistro, con gli sci che non si staccano, sono impressionanti (Qui articolo). E oggi tutto il mondo dello sci non può che essere affranto e preoccupato.
"E' una giornata triste per tutto lo sci - confida a Il Dolomiti Paolo De Chiesa, la voce "tecnica" di RaiSport per lo sci alpino e uno dei commentatori più autorevoli del mondo - e, bisogna essere obiettivi, la sua carriera è a fortissimo rischio. Federica è una tigre, ha una forza di volontà unica, la conosciamo bene ma, sinceramente, oggi sono molto preoccupato. Sono certo s'impegnerà al massimo per rientrare, ma sulla tempistica non vi sono certezze e quello che l'attende sarà un percorso durissimo. Comunque a memoria non ricordo un infortunio così grave patito in una gara di gigante, dove le velocità non sono certamente quelle della discesa libera e del superG".
E' stato operata a tibia e perone, ma c'è da fare i conti anche con il legamento crociato anteriore rotto.
"Eh già - prosegue - e, senza di quello, non si può pensare di sciare a nessun livello, figuriamoci al massimo. Adesso dovrà attendere qualche mese prima dell'intervento al crociato e poi ci sarà un'ulteriore riabilitazione da affrontare. E' stato un infortunio disastroso, peggio di così non poteva andare. Sono affranto, veramente".
In tanti, in maniera superficiale, sostengono che non era necessario partecipasse ai campionati italiani.
"Queste sono sciocchezze. Federica ha sempre onorato i campionati italiani, dando una grande importanza alla manifestazione. E poi, dopo una stagione incredibile, favolosa, era anche il modo per chiudere in bellezza e festeggiare con il movimento i tanti titoli conquistati. Non sarebbe comunque rimasta ferma perché, dopo gli Assoluti, avrebbe continuato ad allenarsi proprio sul Lusia e poi si sarebbe spostata a Tigne per provare gli sci nuovi. E' stato un terribile destino. Il resto sono chiacchiere da bar o, se preferite, da tastiera".
Lei crede tornerà a sciare e competere ai massimi livelli?
"In questo momento la cosa più importante è che torni a stare bene. Quindi non posso far altro che augurarle di rimettersi in piedi prima possibile. Lei è una guerriera, una combattente: l'attende un vero e proprio calvario, ma ha le qualità per riuscirci. Certo, nel suo caso non stiamo parlando semplicemente di "tornare", ma di farlo ai massimi livello. Federica non è capace di correre "tanto per", se tornerà lo farà perché sarà a posto e nuovamente competitiva. Non dimentichiamoci che ha 34 anni e mezzo. E' stato un maledetto destino, praticando uno sport che è pericoloso, perché gli atleti top vanno sempre fortissimo".
Le Olimpiadi di Milano Cortina sono a fortissimo rischio. Anzi, verrebbe da dire che sarà quasi impossibile vederla al via e competitiva.
"Ma lei - conclude - non ne ha mai fatto una "malattia" o un pensiero fisso. Ha sempre detto che sì nel 2026 ci sono le Olimpiadi, ma senza essere "ossessionata" da quest'evento che, come è bene ricordare, prevede gare singole, da "dentro o fuori" e non un percorso come la Coppa del Mondo, dove la continuità è l'aspetto più importante. Non mi focalizzerei sui Giochi Olimpici. La priorità è che torni a stare bene, ad essere felice, ad essere serena come persona, poi vedremo se la "Tigre" tornerà in pista. Ma, in questo momento, è una aspetto secondario".












