Dopo Sinner, anche Musetti dice no all'azzurro. Bertolucci: "La Davis è morta 30 anni fa e non l'hanno resuscitata. Questo è un campionato del mondo indoor"
"Una volta si giocava tre giorni consecutivi, tre set su cinque, su terra, erba, cemento, ad aprile, luglio e e settembre. Era anche giusto cambiare, ma i tentativi di migliorarla e "modernizzarla" non mi pare siano riusciti bene. Musetti? Gli addetti ai lavori sapevano sarebbe andata così, ma abbiamo comunque una discreta squadra. Le favorite? Spagna e Germana"

TORINO. Anche Lorenzo Musetti dice "no" alla Coppa Davis.
Il tennista carrarino, dopo la sconfitta contro Carlos Alcaraz nel terzo e ultimo match del round robin delle Apt Finals di Torino e l'eliminazione dal torneo, ha comunicato di aver parlato con il capitano della Nazionale Filippo Volandri, annunciandogli che non sarà a disposizione per le Finals di Coppa Davis, in programma la prossima settimana a Bologna.
"Viste la mia condizione fisica e la mia situazione familiare (la compagna è incinta e dovrebbe dare alla luce il secondogenito la prossima settimana, ndr), io e il capitano abbiamo deciso che quest'anno non sarò presente".
L'Italia, dunque, due volte campione in carica dopo i trionfi del 2023 e 2024 a Malaga, dovrà fare a meno di Jannik Sinner, che qualche settimana fa ha comunicato ufficialmente la propria decisione di non partecipare alla manifestazione e di concentrarsi sulla prossima stagione, e anche della sua seconda punta di diamante, il numero 9 del ranking.
Al suo posto verrà convocato, probabilmente, Lorenzo Sonego, che si giocherà il ruolo di secondo singolarista con Matteo Berrettini, mentre Flavio Cobolli - numero 22 al mondo - sarà la testa di serie numero 1 della formazione azzurra.
Alla luce anche della rinuncia di Musetti, che è arrivato "stremato" al finale di stagione con l'obiettivo di essere presente alle Finals, dove ha battuto l'australiano de Minaur ed è stato sconfitto prima da Fritz e poi dal numero 1 al mondo Alcaraz, la difesa del titolo da parte dell'Italia appare una mission complicatissima, anche se gli azzurri potranno contare sul duo Vavassori - Bolelli in super forma (sono in semifinale a Torino) e su un Cobolli in buona forma, con Berrettini che appare in ripresa e voglioso di essere il trascinatore dell'Italia.
Inutile girarci troppo attorno: le Finals di Coppa Davis, "sistemate" a questo punto della stagione, hanno sempre meno appeal. Sono certamente "televisive" e spettacolari, ma arrivano in un momento in cui gli atleti sono "stremati" e, dunque, appare impensabile che - ogni anno - i migliori del ranking siano presenti e combattivi.
"L'ho sempre detto e lo ribadisco - commenta Paolo Bertolucci, opinionista di Sky Sport ed ex "braccio d'oro" del tennis italiano, che la Coppa Davis la vinse nel 1976 in Cile, sulla terra rossa -: la Davis è morta 30 anni fa, hanno provato a cambiarla, ma non sono riusciti a resuscitarla. Era giusto provare ad innovarla, ma mi pare che i tentativi non siano andati a buon fine. Questa non mi sento nemmeno di chiamarla Coppa Davis: per me è un campionato del mondo indoor, punto e basta. La "vera" manifestazione si giocava in tre giorni per turno, consecutivamente, con tre set su cinque, su erba, terra, cemento, ad aprile, luglio e settembre. Era completamente un'altra cosa".
L'Italia, due volte campione in carica dopo i trionfi del 2023 e 2024 a Malaga, dovrà fare a meno di Jannik Sinner, che qualche settimana fa ha comunicato ufficialmente la propria decisione di non partecipare alla manifestazione e di concentrarsi sulla prossima stagione, e anche della sua seconda punta di diamante, il numero 9 del ranking.
"Gli addetti ai lavori lo sapevano che sarebbe andata così - prosegue - e, dunque, io non mi stupisco assolutamente. E non mi scandalizzo. L'obiettivo per i tennisti che occupano le prime posizioni del ranking sono gli Slam, le Atp Finals e qualche Masters 1000. Vediamo adesso se faranno lo stesso "inferno" che è stato fatto per Sinner. Non credo".
Se la sfida dei quarti di finale contro l'Austria appare alla portata, già l'eventuale semifinale contro una tra Belgio e Francia metterà gli azzurri di fronte ad un'avversaria di ottimo livello, per non parlare della finale, dove punta ad arrivare la Spagna, che quest'anno schiererà Carlos Alcaraz, con l'iberico che vuole vincere la manifestazione per sistemare in bacheca uno dei pochi trofei che ancora mancano alla sua già straordinaria "collezione".
E, attenzione, anche alla Germania, che potrà contare su Alexander Zverev (che resta pur sempre il numero 3 al mondo) e un doppio di assoluto valore.
"Senza Sinner e Musetti logicamente non siamo più i favoriti - conclude Bertolucci - ma comunque la squadra è discreta, potendo contare su un grande doppio, quello formato da Vavassori e Bolelli, su Cobolli, Berrettini e Sonego. La Spagna, a rigor di logica, parte da 1 a 0 vista la presenza di Alcaraz, ma attenzione anche alla Germania, ottima squadra con Zverev e due doppisti di ottimo livello".












