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Bolzano
23 agosto | 13:05

Sinner all'Us Open si gioca tutto ma il fisico reggerà dopo il crollo di Cincinnati? Burioni: ''L'interferone scompare dal sangue in poche ore. Ecco perché si può essere ottimisti''

Pochi giorni fa il crollo fisico a Cincinnati contro Alcaraz che nel Usa potrebbe scalzare dal trono di numero 1 al mondo il campione altoatesino. Il virologo Burioni spiega cosa può essere accaduto: ''Come è possibile che una banalissima infezione virale possa mettere KO un atleta giovane, sanissimo e superallenato, tanto da portarlo a ritirarsi da una partita importantissima? La spiegazione arriva dalla virologia''

NEW YORK. “Non mi sono ancora ripreso al 100%, ho avuto un virus che hanno avuto anche altri. Ma in due giorni conto di essere al top”. Così Jannik Sinner a pochi giorni dal debutto agli Us Open (scenderà in campo il 26 contro Kopriva mentre il torneo prenderà i via domani, domenica 24 agosto) che decreterà se il campionissimo altoatesino riuscirà a restare il numero 1 al mondo o se dovrà cedere il passo a Carlos Alcaraz (Sinner deve difendere i 2000 punti ottenuti l'anno scorso).

 

Proprio con Alcaraz pochi giorni fa è arrivata l'ultima sconfitta a Cincinnati perché l'atleta azzurro si è dovuto ritirare per un crollo fisico. Un virus che gli ha provocato un tracollo e lo ha costretto al ritiro. Di cosa si è tratto ne parla il virologo, immunologo e divulgatore scientifico Roberto Burioni. ''Tutti siamo rimasti immensamente dispiaciuti, e anche un poco stupiti dal ritiro di Sinner al torneo di Cincinnati - spiega il noto medico che insegna Virologia e Microbiologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano -. Il suo allenatore ci ha spiegato che il ritiro è stato dovuto a un'infezione virale. Però possiamo tutti dire che non è stata una cosa grave, perché Sinner è di nuovo in piedi e sta già apparentemente bene. Ma allora come è possibile che una banalissima infezione virale possa mettere KO un atleta giovane, sanissimo e superallenato, tanto da portarlo a ritirarsi da una partita importantissima? La spiegazione arriva dalla virologia''. 

 

Ecco allora la preziosa e interessante spiegazione di Burioni su cosa può essere accaduto a Sinner: ''Quando il nostro corpo viene infettato da un virus (anche uno di quelli che causano il raffreddore, o una sindrome intestinale di poco conto) mette in atto una serie di meccanismi di difesa. La molecola più importante in questo processo si chiama interferone, e mette tutte le nostre cellule in uno stato di "allarme" ostacolando con meccanismi aspecifici (ovvero validi per tutti i virus, o quasi) la replicazione dell'agente infettivo. Purtroppo però questa potente molecola ha anche altri effetti: tra questi c'è il provocare astenia, dolori muscolari, profonda stanchezza e addirittura una forma transitoria, ma talvolta intensa, di depressione. Uno dei criteri clinici per identificare una infezione virale, come un'influenza, è che il paziente si sente molto peggio di come farebbero immaginare le sue condizioni cliniche: ebbene, è colpa dell'interferone che è in grado di abbattere anche il più possente degli atleti''.

 

''Un lato positivo - conclude Burioni - è che l'interferone scompare dal sangue in poche ore. Per cui se si è trattato di una infezione virale, sarà perfettamente in forma agli US Open, dove (da supertifoso) gli auguro di ripetere il trionfo dell'anno precedente''. Il virologo pubblica quindi un grafico sulla sua pagina Facebook per chiarire quanto spiegato che ''mostro agli studenti del mio corso per fargli capire la dinamica della produzione dell'interferone in una infezione virale (in questo caso l'influenza). Mi piace perché è molto "vecchio stile"''.

 

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