Sinner travolge Tien e trionfa a Pechino: per il fuoriclasse altoatesino si tratta del terzo titolo del 2025
Partita senza storia: l'azzurro s'impone 6-2, 6-2 al termine di un match dominato. Jannik subito in campo nel Masters 1.000 di Shanghai, dove non ci sarà Alcaraz

PECHINO. Alcaraz chiama, Sinner risponde.
Il fuoriclasse altoatesino travolge in due set l'americano Tiem (6-2, 6-2) nella finale del Masters 500 di Pechino e conquista il suo terzo titolo del 2025, che segue - ovviamente solamente in linea temporale e non certo per importanza- i trionfi all'Australian Open e Wimbledon.
Martedì era stato Alcaraz ad imporsi a Tokyo, nella mattinata di oggi - mercoledì 1 ottobre - l'azzurro ha immediatamente replicato alla vittoria dello spagnolo nella capitale giapponese.
Partita senza storia quella andata in scena nella capitale cinese, con Sinner che ha dominato il match dal primo all'ultimo scambio, lasciando solamente 4 games all'avversario, travolto dalla solidità al servizio di Jannik, che ha sbagliato pochissimo e "picchiato" forte.
E, adesso, senza soluzione di continuità, il campionissimo di Sesto si trasferirà a Shanghai dove sarà la testa di serie numero 1 del torneo, vista l'assenza di Alcaraz che, dopo l'infortunio patito a Tokyo, ha scelto di fermarsi.
Il canovaccio del match è chiaro sin dalle prime battute e dal game inaugurale: doppio fallo di Tien, "aggredito" poi dai dritti di Sinner, che piazza subito il break (1-0) e consolida immediatamente il vantaggio (2-0).
L'americano riesce ad accorciare (2-1), ma poi viene ancora tramortito dai colpi, potentissimi e profondissimi del numero 2 al mondo: servizio tenuto a zero (3-1) e altro break (4-1), chiudendo il game con uno smash.
Tien regge meglio l'impatto e porta ai vantaggi il sesto gioco: ace e "prima" di Sinner risolvono però la questione (5-1). L'americano accorcia, ma poi si arrende allo strapotere fisico, tecnico e tattico di Jannik: 6-2 in 34 minuti.
Il secondo set si sviluppa sulla medesima falsariga, con l'azzurro che conduce le danze dall'inizio alla fine e il giovane statunitense, 20 anni e un sicuro futuro da Top 20, che lotta con le unghie e con i denti, cercando di alzare i giri del motore. Ma quando Sinner fa il Sinner non c'è storia.
E, adesso, Jannik punta al "double" in Cina, per poi concentrarsi sugli ultimi impegni, il Six Kings Slam, le Finals e, forse, la Coppa Davis.












