Sul tetto d'Italia: il Segno è campione d'Italia nel tamburello femminile. Dopo il titolo europeo, la compagine nonesa conquista anche il tricolore
In finale la squadra di coach Merighi ha superato la Tignolese per 2 a 0 (6-3, 6-1) al termine di un match che le nonese hanno condotto praticamente dall'inizio alla fine. E, dopo il bis in Coppa Europa, adesso le rossonere andranno a caccia della Coppa Italia e della Supercoppa

SAN PAOLO D'ARGON. Sul tetto d'Italia.
L'Unione Sportiva Segno supera in finale la Tigliolese e conquista lo scudetto femminile di serie A di tamburello. 2-0 (6-3, 6-1) il risultato finale, con la formazione nonesa che ha dominato il match sin dal primo scambio.
Per la compagine trentina si tratta dell'ennesimo sigillo di una stagione destinata a restare negli annali non solamente del club del comune di Predaia, ma di tutto il tamburello italiano: dopo il bis in Coppa Europa, arrivato ad inizio luglio, che ha consacrato Magnani e compagne campionesse continentali, adesso la formazione guidata da mister Merighi si è cucita sul petto anche il tricolore.
Per la seconda volta, nel giro di poco più di un mese, le astigiane hanno dovuto arrendersi allo strapotere delle nonese che, in questo momento, hanno qualità e forza decisamente superiori a tutte le altre.
La semifinale di Coppa Europa aveva premiato il Segno per 13 a 8 (e poi le trentine avevano travolto le francesi del Notre Dame in finale: 13-4), questa volta lo strapotere è stato ancora più "marcato" con un match in equilibrio solamente nei primi giochi del primo set.
A settembre, come detto, sarà tempo di Coppa Italia, con le otto formazioni che partecipano al campionato di serie A che sono state suddivise in due gironi: per il Segno, che sarà ovviamente la squadra da battere, le avversarie saranno le altre trentine Faedo e Aldeno e le bergamasche del Ciserano. Nell'altro girone, invece, sono state inserite Tigliolese, San Paolo d'Argon, Cavrianese e Guidizzolo.
Intanto, però, in val di Non si godono il meritatissimo trionfo ferragostano con una citazione da "Balliamo sul mondo" di Ligabue: "c’è chi vince c’è chi perde …noi balliamo casomai….non abbiamo classe ma abbiamo gambe e fiato
fin che vuoi".












