VIDEO. Il riscaldamento di Sinner prima della sfida con Musetti? Calcio, wrestling, le scarpe dell'osteopata che volano dalla finestra e tante risate
Quanto è lontano Sinner dai campioni (o presunti tali) del calcio che, quando scendono dal pullman della squadra, con le cuffie in testa, faticano a dare il "cinque" senza, spesso, degnarle nemmeno di uno sguardo? Semplicemente siamo su di un altro pianeta. E poi, una volta, in campo è tornato l'uomo dagli occhi ghiaccio, il solito "Terminator" che non perdona da fondo campo

NEW YORK. Tensione a mille, "road map" di avvicinamento alla partita scandita in ogni particolare, cuffie "giganti" e musica nelle orecchie per estraniarsi da tutto ciò che sta accadendo attorno, sguardo vitreo e poche sillabe? Forse per i tennisti "normali" il pre match è tutto questo. Per la serie: lasciatemi nel "mio mondo", fatemi concentrare, perché è come se fossi già sul campo.
Ecco, appunto: Jannik Sinner non appartiene alla categoria degli "umani" e, allora, a pochi minuti dal via della sfida contro Musetti che, è bene ricordarlo, metteva in palio un posto in semifinale in uno Slam (con tutto il rispetto: non era una partita del torneo del "circolino"), il numero 1 al mondo e il suo staff non si stavano certamente "macerando" nell'attesa e nell'agitazione.
Prima il consueto "torello" calcistico con una pallina e poi l' "agguato" all'osteopata Cipolla, fermato al muro da Jannik, "atterrato" da coach Cahill con una mossa "simil" wrestling: il tecnico australiano lo blocca, l'altro tecnico Vagnozzi contribuisce ad immobilizzarlo, Sinner gli sfila entrambe le scarpe e le getta fuori dalla finestra.
Il tutto sotto gli occhi divertiti del preparatore fisico Ferrara, "piegato" in due dal divertimento e dello stesso Jannik che, ultimato il "lancio" delle scarpe del malcapitato Cipolla, se la ride di gusto.
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Quanto è lontano Sinner dai campioni (o presunti tali) del calcio che, quando scendono dal pullman della squadra, con le cuffie in testa, faticano a dare il "cinque" a chi li attende nello spazio preposto senza, spesso, degnare nemmeno di uno sguardo i presenti? Semplicemente siamo su di un altro pianeta.
E poi, una volta entrati in campo, a fronte di un Musetti tesissimo, il fuoriclasse di Sesto ha "resettato" tutto ed è tornato ad essere il solito implacabile "Terminator" del tennis. Grazie anche, probabilmente, alla spensieratezza con cui è entrato in campo.












