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| 06 febbraio | 13:29

"Alle Olimpiadi gareggio con l'orecchino di Marco Pantani, me lo ha prestato la sua famiglia. Un sogno che si realizza: faccio sport grazie al Pirata, la sua eredità è viva"

Omaggio da brividi del biatleta francese Emilien Jacquelin, che indosserà l'orecchino del suo idolo Marco Pantani alle Olimpiadi: "Marco è colui che mi ha fatto venire voglia di fare sport. Volevo essere come lui. Non solo vincere le gare, ma emozionarmi ed emozionare. Fare rimonte spettacolari. Essere audace. Questa visione dello sport mi accompagna da quando avevo 5 anni e ancora oggi faccio fatica a concepirlo in altro modo"

di Redazione

ANTERSELVA. Il biathlon è uno sport che come pochi altri sa unire adrenalina, precisione, sforzi enormi e imprese eroiche. Tanti atleti e appassionati di questo straordinario sport lo paragonano al ciclismo, anche per il modo in cui le gare si sviluppano tra salite, discese e sfide sugli sci stretti

 

Non sorprende allora che il francese Emilien Jacquelin, uno degli atleti di punta dell'ambiziosa e fortissima nazionale francese di biathlon, abbia portato questo connubio "al livello successivo": il transalpino, personaggio eclettico se ce n'è uno, ha annunciato sui propri canali social che disputerà le gare dei Giochi di Milano Cortina che si svolgeranno ad Anterselva in Alto Adige, indossano un orecchino appartenuto al "pirata" Marco Pantani, leggenda del ciclismo italiano ed internazionale degli Anni '90. 

 

"Ho sognato per anni queste Olimpiadi in Italia. L'Italia, terra di Marco Pantani", ha scritto Jacquelin. "Marco è colui che mi ha fatto venire voglia di fare sport. Il suo carattere, il suo brio, quelle sue fughe solitarie. Il Galibier. La doppietta Giro-Tour 1998. Da piccolo, mio padre ci aveva comprato la cassetta del Tour 1998. Da allora, non ho mai smesso di ammirare quel Pirata. Volevo essere come lui. Non solo vincere le gare, ma emozionarmi ed emozionare. Fare rimonte spettacolari. Essere audace. Questa visione dello sport mi accompagna da quando avevo 5 anni e ancora oggi faccio fatica a concepirlo in altro modo".

 

"Durante queste due settimane di Olimpiadi - prosegue Emilien - indosserò l'orecchino di Marco, me lo presta la sua famiglia. Rappresenta l'audacia, il brio, il coraggio di attaccare quando nessuno osa farlo. È il mio modo di rendergli omaggio. Di dirgli grazie. Di dimostrargli che la sua eredità è ancora viva, che la sua storia ha trasmesso ai bambini la passione per lo sport, la voglia di superare i propri limiti, di osare, di andare controcorrente. Di dare il meglio rimanendo se stessi. Anche per un bambino del Vercors, sugli sci di fondo".

 

Infine i ringraziamenti alla famiglia del "pirata": "Grazie a Tonina Pantani, Paolo Pantani e Sergio Piumetto per aver permesso all'Emilien bambino di realizzare il suo sogno: correre in Italia alle Olimpiadi, con Marco al mio fianco". 

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