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| 30 agosto | 19:10

IL VIDEO. "Ma quanto è pericoloso il ciclismo?", Franco Bragagna: "La caduta drammatica di Pogačar, l'incubo del 16enne Magagnotti, tra infortuni shock e follia"

Nel suo 'Sarò Franco', Franco Bragagna fa il punto su due facce di una realtà sempre più critica: la fragilità dei campioni ad altissima velocità e l'incredibile aggressività che chi va in bici si trova ad affrontare ogni giorno sulle nostre strade

Ma quanto è pericoloso il ciclismo?, Franco Bragagna: La caduta drammatica di Pogačar
di Redazione

TRENTO. "In 'Sarò Franco' di oggi, una riflessione: ma quanto è pericoloso il ciclismo?!". 

 

Franco Bragagna parla di ciclismo e lo fa, sui canali de il Dolomiti, con attenzione all'attualità a 360 gradi. 

 

"Sono due gli episodi, uno agonistico e uno no, di costume, di brutto costume - spiega l'apprezzato giornalista sportivo -; il primo, Tadej Pogačar cade all'ottava tappa della Vuelta a España. D'altronte per essere pericoloso dal punto di vista agonistico basta un sasso in mezzo alla strada, un attimo di distrazione. Tadej, lo sloveno che è in assoluto il numero uno di questo sport meraviglioso, cade. Clavicola fratturata in maniera scomposta, trauma cranico, commozione cerebrale e una frattura anche alla vertebra cervicale. Stagione finita? Probabilmente sì, e quindi dovrebbe saltare il campionato del mondo per Tadej Pogačar, che è il detentore del titolo, il campionato del mondo su strada a Montréal".

 

Il secondo tema è se vogliamo "di costume". "Ecco, il costume sta peggiorando in maniera terribile - dice Bragagna -: Erik Magagnotti, il ragazzino di 16 anni, campione italiano allievi da pochi giorni. Il fratello più piccolo di Alessio Magagnotti, che ormai è lanciato verso la categoria professionistica. Siamo sui Colli Euganei, provincia di Padova, assieme ad altri coetanei, due, sta percorrendo un tratto in salita, Erik Magagnotti. E assieme agli altri sentono, sentono uno che suona il clacson all'impazzata, comincia a urlare come un pazzo e poi, a un tornante, una volta sorpassati i tre (che sono ragazzini), tira fuori una pistola e dice: 'Ve copo tutti' ('Vi ammazzo tutti')".

"Ma dove sta andando questa Italia? E l'invito: ragazzi, mettetevi se possibile sempre in fila indiana, perché qui il costume sta peggiorando", conclude Bragagna. 

 

 

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