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| 08 giu 2017 | 12:59

Buscaglia-Venezia, la rivincita. Undici anni dopo è ancora finale, solo che nel 2006 in palio c'era la promozione in B

Basket. Reyer e Aquila avevano dominato la regular season per ritrovarsi in finale. Tremila persone avevano assiepato il PalaTaliercio per la sfida decisiva tra i lagunari e l'allora Bitumcalor Sosi Trento. In campo anche un giovanissimo Davide Dusmet, oggi assistant-coach del tecnico trentino

La Bitumcalor Sosi Trentro 2005/2006

TRENTO. A volte ci si ritrova, undici anni dopo. Trento e Venezia per una serie con vista sullo scudetto. Un déjà vu che riporta indietro nel tempo. Corre infatti l'anno 2006, quando le compagini si affrontano per una finale: nessun tricolore in palio, ma la promozione in B d'Eccellenza. Sembra il secolo scorso, considerando la lunga strada percorsa dalle finaliste.

 

Oggi come all'epoca a guidare la truppa bianconera è quel Maurizio Buscaglia, ancora saldo e fresco di rinnovo sulla panchina dell'Aquila basket, al primo ciclo in bianconero. Le basi sono gettate e il viaggio verso scalata ai vertici della pallacanestro italiana è già iniziato.

 

L'allora Aquila è targata Bitumcalor Sosi, reduce dalla promozione in Serie C1 della stagione precedente e in quell'anno arresta la sua corsa, uscendo sconfitta in Gara 5 contro Venezia, uscita malconcia dall'appuntamento finale l'anno prima.

 

In quella stagione Venezia e Trento dominano la regular season, chiudendo rispettivamente prima a 46 punti e seconda a quota 44 punti: in primavera scattano i playoff: i lagunari eliminano Mestre e Corno di Rossazzo, l'Aquila invece si sbarazza di Ravenna e Bologna raggiungendo l'atto finale.

 

Cinque sfida a tensione altissima. La palla a due della sfida promozione inizia il 27 maggio in quel del PalaTaliercio e Venezia scatta subito avanti (69-56). L'Aquila però compie prima il blitz in Laguna (75-77) e quindi capovolge la serie mantenendo il fattore campo (83-75). Trento accarezza il sogno, ma il match ball sfuma e Venezia viola d'autorità il PalaTrento per 73-83 pareggiando i conti.

 

Il 9 giugno del 2006, le finaliste si spostano per la gara decisiva nuovamente al Taliercio davanti a 3.000 spettatori. La partita è vibrante, la Bitumcalor parte male, ma recupera e resta incollata al match: il tabellone all'intervallo dice 31-29 in favore dei granata.

 

Nel secondo tempo Francesco Marini e Gherardini junior salgono in cattedra cancellando Trento: alla sirena il punteggio si ferma a 71-64 e scatta la festa di Venezia.

 

Nel frattempo Luigi Bungaro acquista la proprietà di Venezia, Maurizio Buscaglia, umbro, cresciuto dal punto di vista cestistico a Mestre ritorna ai Bears e in quel di Perugia prima di tornare a Trento nel 2010 e riprendere le fila del discorso. 

 

Sabato inizia la rivincita, dopo aver preso in mano gli scalpi di Sassari e Milano, Trento cerca il titolo più prestigioso. 

 

ACQUA MARCIA REYER VENEZIA - BITUMCALOR SOSI TRENTO 71 - 64
(16-20, 31-29, 47-41)

 

Acqua Marcia Reyer Venezia: Fedrigo 5, Pizziuti ne, Guerrasio 9, Bellegotti 8, Gherardini 11, Marini 26, Pin Dal Pos, Sartor 4, Cuccarolo 2, Simeoli 6. Coach Rubini
Bitumcalor Sosi Trento: Milone 14, Dusmet ne, Polettini 18, Consolati, Giordo, Cardillo 4, Cupello 18, Framba 2, Palombita 2, Gergati 6. Coach Buscaglia
Arbitri: Aleo di Pradalunga (Bergamo) e Boninsegna di Paderno Dugnano (Milano).
 

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