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| 12/01/2024 | 16:01

IL VIDEO. Food e beverage, prodotti a km0 e formazione

Roma, 12 gen. (askanews) - Regalare emozioni ai propri clienti, raccontando il territorio. Questa l'ambizione della responsabile food&beverage Silvia Ferrari che, nel suo ristorante di Gallipoli, l'Enoteca gastronomica Rubino, valorizza i prodotti che arrivano a tavola direttamente dal campo: "Quelli che usiamo in cucina per preparare i nostri piatti -spiega- li coltiviamo noi o li acquistiamo a chilometro zero da fornitori di fiducia. Crediamo insomma che la qualità e la genuinità siano valori da conservare gelosamente. Fare ristorazione significa fare cultura e non ci si può improvvisare. I clienti avvertono la differenza e il loro palato anche. I sapori vanno insomma rispettati e questo, a nostro giudizio, è la più importante delle regole".Ma la Ferrari valuta come necessario e indispensabile un altro elemento: "Ho 13 anni di esperienza -dice- ma non mi sento arrivata. Credo che una formazione continua sia fondamentale nel mio settore. Per questo, cerco di aggiornarmi sempre con corsi che mi hanno permesso di diventare sommelier, esperta in oli e degustatrice di formaggi. Un imprinting che voglio sia tale anche per i miei dipendenti con i quali, spesso, effettuo dei viaggi in giro per l'Italia allo scopo di aggiornarmi e di conoscere le novità proposte da altre realtà. Tutto questo è importante per accogliere al meglio chi ci sceglie e per offrire sempre un prodotto di alto livello. Abbiamo inoltre creato una nuova figura, quella del tasteller, presentata anche come project work per il diploma di tecnico-superiore per la promozione dei beni enogastronomici. Lo scopo di questa figura, grazie alle numerose competenze acquisite e ai percorsi di formazione effettuati, è di dare una visione d'insieme a chi si accosta alla degustazione, fornendo un approccio su misura, più o meno approfondito, che accompagni il cliente in un viaggio sensoriale e territoriale, stando seduti a tavola".Elemento indispensabile ma non sufficiente: "La qualità -dice ancora la Ferrari- va di pari passo con l'accoglienza. I nostri clienti si devono sentire a casa e a loro, una volta che sono qui, proponiamo un viaggio sensoriale da decidere insieme. Le faccio un esempio: noi proponiamo una purea di fave che, di per sé, è un piatto semplice ma gustoso. Lo diventa ancor di più se abbinato all'olio giusto o, per meglio dire, all'olio che l'avventore considera adatto al proprio palato. Ragionare in questo modo vuol dire inevitabilmente trasformare il rapporto fra ristoratore e cliente in un rapporto di confidenza. Chi viene da noi non solo mangia prodotti a chilometro zero ma si sente in famiglia. E, mi creda, questo è un plus da non sottovalutare".

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