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| 15/06/2023 | 10:06

IL VIDEO. Teatro Stabile di Torino, una stagione intorno all'idea del tempo

Torino, 15 giu. (askanews) - Lo spazio del tempo è il titolo della Stagione 2023/2024 del Teatro Stabile di Torino, che proporrà 73 titoli programmati in sede e in tournée, tra cui 24 produzioni e coproduzioni, 12 debutti in prima nazionale, 34 ospitalità e 15 spettacoli per Torinodanza Festival. Il direttore Filippo Fonsatti ce l'ha presentata così: "Noi - ha detto ad askanews - abbiamo pensato di alzare un po' l'asticella con i nostri claim, cercando di proporre un ragionamento sull'idea del tempo come capacità dell'atto teatrale di conciliare il tempo oggettivo con quello soggettivo, il tempo dell'intelletto con quello della coscienza. Ed è anche un invito un po' a riappropriarsi del proprio tempo e anche del proprio spazio per ritrovare le passioni e le relazioni che secondo me è bene facciano sempre più parte dell'immaginario collettivo in una dimensione di coesione sociale che il teatro garantisce".Due elementi caratterizzano l'impostazione del Teatro Stabile: la vocazione internazionale e la volontà di mettere al centro la relazione con il pubblico. Ma l'obiettivo principale resta quello dell'inclusione più vasta possibile. "Per raggiungere questo obiettivo - ha aggiunto il direttore - abbiamo impaginato una stagione molto differenziata, plurale, cercando di far convivere temi diversi, alcuni di carattere più squisitamente poetico e letterario, altri invece con una forte accezione politica, nel senso generale di affrontare temi come l'ambiente, come la guerra, come i conflitti generazionali, come le questioni di genere, che è giusto che un teatro radicato nella contemporaneità adotti e rielabori sulla scena in modo tale che si ricrei un link molto forte anche con un repertorio storico rispetto a un audience contemporaneo". Molti i nomi importanti e moltissime le proposte a livello di cartellone, con artisti diversi e diverse tipologie di produzioni. "C'è il debutto di Nanni Moretti, c'è il ritorno in grande stile di Gabriele Vacis - ha concluso Fonsatti - ci sono Binasco, Luis Pasqual, Jurij Ferrini, Walter Malosti, diciamo che abbiamo cercato di radunare quelli che secondo noi oggi sono i registi che riescono a interpretare il nostro modo di fare teatro".Un modo che comprende il dialogo tra le diverse generazioni e le diverse drammaturgie, nell'ottica di rinnovare, in molti modi diversi, il legame con il presente.

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