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| 13/04/2023 | 12:04

IL VIDEO. Italgas, al via primo impianto di biometano collegato alla rete

Conselve (Pd), 13 apr. (askanews) - È stato inaugurato presso lo stabilimento delle Distillerie Bonollo di Conselve in provincia di Padova, il primo impianto di produzione di biometano allacciato direttamente alla rete di distribuzione di Italgas. Un traguardo importante per il produttore di grappe da 75 milioni di fatturato e 120 dipendenti che da sempre ha saputo unire tradizione e innovazione per migliorare la produzione e ridurre l'impatto ambientale."Oggi inauguriamo il primo impianto di biometano in una distilleria di grappa. E' per noi un ulteriore passaggio importante nella logica dell'economia circolare che da sempre fa parte della nostra filosofia produttiva", afferma Elvio Bonollo, responsabile marketing Distillerie Bonollo.Il nuovo impianto, costato circa 3 milioni di euro, produce biometano a partire dai residui liquidi della distillazione per un quantitativo annuo di circa 2,5 milioni di metri cubi, corrispondente ai consumi di circa 3mila famiglie."L'impianto che abbiamo inaugurato è il primo impianto nella storia di Italgas che riceve un gas diverso dal metano. Si tratta infatti del primo impianto di allacciamento biometano. Siamo molto orgogliosi di questo. Italgas, nel suo piano strategico 2022-28 ha previsto di realizzare 150 connessioni di impianti biometano come quella di Bonollo. È un impegno che è assolutamente in linea con gli obiettivi che l'Unione europea ha dato ai Paesi membri e quindi anche all'Italia", spiega Pier Lorenzo Dell'Orco, Ad Italgas Reti.Obiettivi indicati nel piano REPowerEu, che punta a sostituire il 25% del gas proveniente dalla Russia con il biometano. Oggi in Italia oggi la produzione di biometano copre il 5% del fabbisogno, l'obiettivo è di arrivare al 15% entro il 2030. Il Pnrr mette a disposizione 1,7 miliardi per incentivare lo sviluppo di nuovi impianti. Secondo Italgas, che investirà 8,6 miliardi al 2028 in gran parte per l'ammodernamento e la digitalizzazione della rete, andrebbero rivisti anche gli oneri di allaccio alla rete che oggi sono per l'80% a carico del produttore e per il 20% a carico della società di distribuzione.

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