L'ultimo cristallo

Chiunque sia interessato ai temi della montagna e del riscaldamento globale, ha ben chiaro, nella mente, dov'era e cosa stava facendo il 3 luglio 2022, poco dopo l'una e mezza di pomeriggio. Quel giorno, alle ore 13:43, un enorme blocco di 64.000 tonnellate di acqua, ghiaccio e detriti rocciosi, si è staccato dal ghiacciaio della Marmolada, con conseguenze catastrofiche. Sono stati travolti e uccisi 11 alpinisti, mentre altri 7 sono rimasti feriti.
Per tanti di noi, quel giorno, il mondo si è fermato. Tristezza, rabbia, dolore, paura e sconforto hanno avvolto non solo gli amanti della montagna, ma il Paese intero. Dopo la tempesta Vaia, un altro evento direttamente connesso alla crisi climatica colpiva duramente le Alpi.
Su quel giorno terribile è stato detto e scritto tantissimo, ma spesso con un linguaggio giornalistico, di cronaca, oppure tecnico-scientifico, da esperti. Mancava un racconto capace di narrare l'evento con altri occhi, da altri punti di vista. È ciò che ha provato a fare, riuscendoci bene, "L'ultimo cristallo", una serie podcast realizzata da Chora media in collaborazione con il Gruppo HERA, uscita a fine 2023.
Voce narrante del podcast è Enrico Brizzi, famoso scrittore appassionato di una frequentazione "orizzontale" delle Terre alte che, come tutti gli amanti della montagna, quel giorno, è rimasto sconvolto dall'accaduto. Enrico decide così di partire per un viaggio decisamente più "verticale": dalla sua Bologna alle valli delle Dolomiti, fino in cima alla Marmolada. Un viaggio per vedere, per capire, per dialogare con guide, scienziati, rifugisti, testimoni dell'accaduto. Un viaggio per osservare da vicino l'inesorabile fusione del ghiacciaio, ma anche per allargare lo sguardo da quel luogo a tutte le Alpi e, da esse, al mondo intero. Perché la crisi climatica non conosce confini.
Le cinque puntate della serie "L'ultimo cristallo", di circa 20-25 minuti ciascuna, mescolano la narrazione registrata in studio a interessanti testimonianze raccolte in campo, durante il viaggio e la salita. Questo podcast, che alterna sapientemente momenti profondi, emozionanti, ad altri più simpatici e leggeri, ci permette di non dimenticare quel terribile giorno di luglio, di ricordare quelle vittime. Ma è capace, al tempo stesso, di far riflettere tutti noi, amanti della montagna, sul nostro ruolo nella lotta alla crisi climatica. Ognuno può, ognuno deve, fare la propria parte.
Condividiamo le cinque puntate del podcast di seguito, insieme alle loro descrizioni originali.
Per maggiori informazioni è possibile visitare le pagine dedicate dei siti web di Chora media e di HERA.
L'ultimo cristallo - Trailer
Ep.1: Fino ai piedi del gigante
Enrico parte da Milano in direzione Canazei (TN), Val di Fassa. Terra ladina ai piedi della Marmolada e del suo ghiacciaio. Scenari alpini di abeti rossi, prati e torrenti, disegnano i paesaggi che si aprono alla sua vista, mentre lascia la pianura e si avvicina alle Dolomiti. Ma delle grosse cicatrici segnano i versanti di queste valli: sono i segni di Vaia, la tempesta che nel 2018 ha abbattuto 42 milioni di alberi e causato miliardi di euro di danni. Di quegli eventi, e di cosa significhi vivere la bassa valle nel pieno della crisi climatica, se ne parla insieme a Sara e Fabio, due giovani agricoltori locali. Con la climatologa Serena Giacomin si traccia invece un quadro scientifico per comprendere appieno cosa sta succedendo alla Marmolada, alle Dolomiti e a tutte le nostre Alpi.
Ep.2: La forma dell’acqua
L’acqua nelle sue varie forme è alla base di ogni nostra funzione vitale, alimenta la nostra economia e determina la resa dei nostri raccolti. Enrico si muove verso le tonnellate di acqua solida che formano il ghiacciaio della Marmolada, partendo dall’acqua liquida del piccolo Lago Fedaia. Le vicende di questo lago, ridotto all’osso durante la siccità della primavera-estate 2022, sono il mezzo per parlare di come l’acqua delle montagne alimenta le attività in pianura: dalla produzione di energia all’irrigazione dei campi. Il presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Bonifica (ANBI) Francesco Vincenzi, e l’ingegnera ambientale e divulgatrice scientifica Annalisa Corrado, spiegano e descrivono queste relazioni. Attilio Bressan, storico custode della centrale elettrica alimentata dal Lago Fedaia, racconta come ha visto cambiare il lago nel periodo più difficile di cui lui abbia memoria.
Intanto l’altitudine aumenta, cambia il paesaggio con le forme di vita che lo accompagnano. Stiamo entrando nel regno dei ghiacci.
Ep.3: Il popolo del ghiaccio
L’alta montagna è vissuta camminando per ripidi pendii, scalando pareti verticali e riposandosi in bivacchi e rifugi di alta quota. Enrico e il resto del gruppo arrivano di fronte a quel che resta dei rifugi che per lungo tempo hanno accolto gli escursionisti a metà del tragitto verso la cima: il Pian de Fiacconi, distrutto da una valanga nel dicembre 2020, e il rifugio Ghiacciaio, chiuso perché, a causa delle alte temperature, aumentano i rischi per la sicurezza. L’ex gestore di Pian de Fiacconi, Guido Trevisan, ci racconta il suo sogno di creare un luogo di accoglienza in armonia con l’ambiente circostante, sia andato distrutto in pochi secondi a causa della valanga venuta giù nel 2020. L’alpinista Anna Torretta, e Attilio Bressan, questa volta nei panni di storico soccorritore della Marmolada, raccontano la vita e i rischi dell’alpinismo. Intanto, il glaciologo Anselmo Cagnati spiega cosa sono le valanghe e se esiste una relazione tra queste e il clima che cambia.
Ep.4: Quando la montagna grida
Scalare una montagna vuol dire lasciare a valle ansie e paure. Si arriva in cima per perdersi nella serenità e nella soddisfazione di un’impresa, e contemplare la grandezza della natura che ci circonda.
A volte però accade l'eccezione. La paura ci insegue anche quando siamo quasi arrivati, anche quando dovrebbe lasciare il posto alla leggerezza.
Il gruppo si muove seguendo una traccia che attraversa il ghiacciaio in diagonale. Lungo il cammino si scorgono i resti del primo rifugio, oramai irraggiungibile, e si sente l’eco di quanto avvenuto il 3 luglio 2022. Quel giorno, una mole di ghiaccio di migliaia di tonnellate si è staccata dalla vetta della montagna, e ha travolto le persone che si trovavano lungo la stessa via che sta percorrendo Enrico. Quei momenti sono rivissuti grazie al contributo di Elisa Dalvit, superstite di quella tragica domenica d’estate. Le cause del crollo sono invece discusse e analizzate insieme al glaciologo Anselmo Cagnati, che spiega perché in questo caso il colpevole è chiaro e si chiama climate change.
Ep.5: La vetta e il futuro
Il gruppo arriva in cima alla Marmolada, a Punta Penia, la vetta più alta delle Dolomiti. Da qui gli orizzonti si allargano e i pensieri fuggono oltre le montagne: si conclude il viaggio di Enrico Brizzi, che incontra il gestore del rifugio Capanna Punta Penia, Carlo Budel. Ma il regno del ghiaccio fa trascendere e travalicare i confini della nostra vista. Il pensiero vola oltre la Marmolada, oltre le Dolomiti, oltre le Alpi, e arriva fino ai ghiacci più grandi e antichi del pianeta, quelli che nel remoto Antartide custodiscono segreti vecchi centinaia di migliaia di anni. A guidarci è Chiara Montanari, ex capo spedizione alla base Concordia, centro di ricerca scientifica nel continente più estremo e meridionale del mondo. Poi, arriva la sera in rifugio e le nuvole coprono le stelle. Ripensando a tutte le persone incontrate, Enrico tira le somme di questo viaggio, immagina il futuro che attende le nostre Alpi e il resto del mondo, riflettendo sulle azioni che possiamo mettere in campo per tutelare questi ambienti preziosi e unici.


