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Cultura | 10 giugno 2026 | 19:00

"È morto lui e poche settimane fa anche la sua libreria in via Hoepli 5. Una luce che si spegne nella città". L'addio a Ulrico Hoepli, editore della collana "Stelle Alpine"

Il ricordo di Marco Albino Ferrari, curatore della collana. Dal primo "manuale" di alpinismo ai testi di Maraini, Castiglioni, Terray, Diemberger, con inserti fotografici e carta pregiata. La sua scomparsa coincide con una forte crisi per il marchio nato nel 1871

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Ulrico Carlo Hoepli è morto ieri, 9 giugno 2026. Aveva 91 anni, ed era stato direttore della casa editrice omonima per quasi mezzo secolo.

La sua scomparsa arriva in un momento molto delicato per la storia della famiglia. Proprio nelle stesse settimane, la storica Libreria Internazionale Hoepli di Milano ha chiuso definitivamente dopo 156 anni di attività, e il gruppo editoriale è attualmente in liquidazione.

 

Per capire il legame tra questa casa editrice e la montagna, c'è da scavare un po' a ritroso nel tempo.

 

Immaginiamo di trovarci in una vecchia e polverosa biblioteca. Scorrendo tra i volumi, uno in particolare ci incuriosisce. Sembra un manuale, la firma è del fotografo valdostano G. Brocherel, e s’intitola semplicemente Alpinismo. In copertina figura l’illustrazione di uno zaino, come fosse appeso, sul quale poggiano e si incastrano il cappello, la piccozza e l’alpenstock. In basso pende una borraccia, e qui e là spuntano grandi stelle alpine.

È il primo manuale dedicato all’alpinismo che sia mai uscito in Italia - così si legge nella Prefazione -, ed è stato pubblicato da un editore svizzero a Milano, nel 1898. Compare in calce alla copertina: "ULRICO HOEPLI Editore – Librario della Real Casa – Milano".

 

Ulrico Hoepli, nato Johannes Ulrich Höpli, aveva fondato la casa editrice nel 1871. Nel 1975 aveva esordito la collana dei manuali Hoepli, con il Manuale del tintore, per poi proseguire con Manuale dell'ingegnere, e aggiungere fino ad oltre duemila titoli.

 

Centocinquant’anni dopo, a reggere le fila della casa editrice era il bisnipote omonimo: Ulrico Carlo Hoepli, di cui lo scorso 9 giugno abbiamo appreso la scomparsa. Passati oltre cent’anni, l’attenzione della casa editrice non ha mai abbandonato il suo interesse per la montagna: espressa prima nei suoi "manuali", poi nella celebre collana delle Stelle alpine, dove noi tutti abbiamo letto alcune delle penne più acute che mai abbiano posato il loro sguardo sulle terre alte.

 

A ricordare la sua figura è Marco Albino Ferrari, curatore della collana. Ferrari ricorda che oggi, in un momento di crisi così forte per l’editoria italiana, la coincidenza tra la sua scomparsa e le difficolta che sembrano provocare il crollo del marchio risuona di una eco fortissima nel panorama culturale del Paese.

 

 

Il ricordo di Marco Albino Ferrari

 

Il volto da sfinge che diffonde umorismo esilarante. La battuta che deflagra pronunciata senza il minimo accenno di sorriso. È questa l’immagine che conservo di Ulrico Hoepli, il patriarca della omonima Casa Editrice e della celeberrima libreria a due passi dal Dòmm de Milan, morto ieri a 91 anni. È morto lui, ed è morta poche settimane fa anche la sua libreria in via Hoepli 5, che diventerà anch’essa - chissà - un polo del lusso per turisti affamati di griffe. Che tristezza.

 

Ulrico apparteneva alla quarta generazione della dinastia Hoepli. Il fondatore, anch’egli Ulrico, aveva aperto nel 1870 una piccola bottega che sarebbe poi diventata anche fucina di libri, soprattutto manuali specializzati vecchio stile, come quello del tintore, del falegname, del fotografo, del viticoltore. Erano i tutorial di un tempo, che hanno formato artigiani da dare all’Italia.

 

La Casa editrice Hoepli ha avuto sempre anche il pallino per la montagna (per questo la mia vita è transitata lì dentro, soprattutto da quando mi chiesero di curare una collana specializzata, le Stelle alpine, contenitore, su carta pregiata e inserti fotografici, di autori come Fosco Maraini, Ettore Castiglioni, Kurt Diemberger, Lionel Terray…).

Il primo volume non manualistico "sulla montagna" della Hoepli (ancora in catalogo) risale al 1904. È Il Monte Cervino di Guido Rey, vero capostipite di questo genere letterario. Venne pubblicato con la solita cura: 23 disegni a penna, 14 tavole bicolori di Edoardo Rubino e la prestigiosa prefazione di Edmondo De Amicis. Così lavorava la Hoepli. Seguirono i libri di Emilio Comici, le raccolte Scalatori

 

Al primo piano, illuminata da grandi vetrate, la sezione "Montagna" della libreria era presidiata da commessi estremamente competenti, che ti indirizzavano senza bisogno di consultare il computer. Alla tua richiesta, rispondevano con un gesto d’assenso e si incamminavano verso lo scaffale. D’ora in poi ci resterà l’ordine con il mouse.

 

Ogni libreria che chiude, come ogni sala cinematografica che interrompe le proiezioni, è una luce che si spegne sulla città.

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