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| 13 mag 2020 | 13:36

Coronavirus, l'inciviltà di chi getta le mascherine per terra. Non solo inquina ma mette a rischio la vita degli animali che rimangono intrappolati

Anche sul nostro territorio si registrano episodi di inciviltà con mascherine abbandonate a terra. Un rischio per tutti noi e per gli animali. L'appello del Wwf: "Così come i cittadini si sono dimostrati responsabili nel seguire le indicazioni del governo per contenere il contagio restando a casa, ora è necessario che si dimostrino altrettanto responsabili nella gestione dei dispositivi di protezione individuale che vanno smaltiti correttamente e non dispersi in natura

Coronavirus, l'inciviltà di chi getta le mascherine per terra

TRENTO. Ormai parte integrante del nostro vivere quotidiano, i dispositivi di protezione individuale saranno cruciali anche nei prossimi mesi. Stiamo parlando soprattutto delle mascherine, fondamentali per riuscire a contenere il contagio da coronavirus.

 

Sono prodotti, per la maggior parte, costituiti tendenzialmente da plastica non sono biodegradabili, resistono perciò anche per molti decenni. Al contempo, sono comunque prodotti molto leggeri e fragili che si possono sfaldare in frammenti più piccoli.

Ed è proprio da qui che arrivano dei rischi che possano essere mortali per tantissimi animali, dai pesci agli uccelli. Possono essere ingeriti oppure diventare dei veri e propri cappi al collo che ora dopo ora fanno morire l'animale.

 

E' di questi giorni un'immagine che sta girando sui social ed è presa d'esempio da numerose associazioni per denunciare i rischi, oltre all'inquinamento, che possono arrivare dalle mascherine.

 

Non gettare mascherine e guanti sul terreno. Questo uccello è vittima innocente della negligenza dell’uomo. Gli animali non possono aiutarsi da soli, guarda cosa stiamo facendo loro. Questo uccello è rimasto impigliato su un albero per due giorni. L’elastico della mascherina era avvolto attorno al collo. Purtroppo l’uccello non ce l’ha fatta. Anche i guanti sono pericolosi per gli animali”. Questo il messaggio lanciato su Facebook da una donna canadese, Sandra Denisuk, denunciando il problema nato dalla pandemia di coronavirus. Un appello che è stato subito condiviso migliaia di volte.

Purtroppo anche sul nostro territorio si stanno vedendo sempre più spesso guanti in lattice e mascherine di ogni genere abbandonati per strada, gettati via dopo il loro utilizzo senza alcuna cura per il benessere del pianeta e per la sicurezza altrui. Una situazione che, purtroppo, è destinata a peggiorare.

 

Una stima del Politecnico di Torino, ha fatto sapere il Wwf dice che per la Fase 2, in cui verranno progressivamente riavviate attività produttive e sociali, serviranno 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese.

 

Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente e magari disperso in natura questo si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40 mila chilogrammi di plastica in natura: uno scenario pericoloso che va disinnescato.

 

Si tratta di quantitativi molto elevati che impongono un’assunzione di responsabilità da parte di chi utilizzerà questi dispositivi di protezione. “Bisogna che ognuno di noi faccia uno sforzo per far sì che si proceda con uno smaltimento corretto e con il minor impatto possibile sulla natura” spiega l'associazione.

 

La presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi ha deciso di lanciare proprio nei giorni scorsi un ulteriore appello: “Così come i cittadini si sono dimostrati responsabili nel seguire le indicazioni del governo per contenere il contagio restando a casa, ora è necessario che si dimostrino altrettanto responsabili nella gestione dei dispositivi di protezione individuale che vanno smaltiti correttamente e non dispersi in natura. È necessario evitare che questi dispositivi, una volta diventati rifiuti, abbiano un impatto devastante sui nostri ambienti naturali”.

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