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Ripopolare il torrente Talvera e il lago di Valdurna con il temolo Adria. L'assessore Schuler: "Specie a rischio estinzione"

Sono stati rilasciati nel lago di Valdurna, in val Sarentino, diversi esemplari di temolo Adria. Questa specie ittica, a forte rischio estinzione a causa degli interventi dell'uomo, è stata al centro di un progetto di ripopolamento che ha visto impegnate la Provincia, la Fondazione Mach e le associazioni di pescatori

Pubblicato il - 06 novembre 2020 - 10:16

SARENTINO. Ripopolare il lago di Valdurna con una specie a rischio. È questo il senso del progetto “Äsche Talfer”, cioè “Temolo nel torrente Talvera”, finalizzato a stabilizzare la popolazione del temolo Adria nel lago posto in Val Sarentino, dove questo esemplare ittico rischia costantemente di sparire.

 

Dopo un lavoro di testing e di marcatura genetica, nella giornata di mercoledì 4 novembre sono stati rilasciati nel lago diversi esemplari selvatici, che vanno così a rimpolpare la presenza di questa specie nel bacino idrografico del fiume Adige e del torrente Talvera, suo affluente (e al tempo stesso immissario ed emissario del lago di Valdurna). Gli interventi dell’uomo finalizzati alla regolazione delle acque e all’industria idroelettrica hanno infatti compromesso l’habitat naturale di questi animali, contribuendo a ridurne il numero.

 

Per questo di è deciso di dar vita a un’operazione di ripopolamento, basata su un fenomeno di ibridazione. “Il temo Adria in Italia è inserito nella lista rossa dei vertebrati quale specie in forte rischio di estinzione – ha ricordato l’assessore competente Arnold Schuler per contrastare questo trend negativo e per mantenere le popolazioni autoctone di temolo abbiamo avviato il progetto ‘Äsche Talfer’, seguito dal Centro di tutela delle specie acquatiche dell’Agenzia demanio provinciale in stretta collaborazione con l'Ufficio caccia e pesca, la Fondazione Edmund Mach, la Federazione pesca Fipsas e le associazioni dei pescatori di Sarentino e Bolzano”.

 

Il Centro tutela specie acquatiche ha quindi compiuto delle operazioni consistenti nel prelevamento di alcune larve di temolo nella primavera del 2019 dalle acque del fiume Adige e nel loro allevamento nelle modalità più naturali possibili nella struttura di Scena. Raggiunti i 15 centimetri di lunghezza, tutti gli esemplari di pesce sono stati marcati con un microchip. Nei laboratori della Fondazione Mach, infine, grazie a un piccolo prelievo di tessuto da ogni pesciolino si è potuto accertare come l’86% degli individui rispecchiasse i criteri di qualità genetica e che, pertanto, rientrasse proprio nel ceppo autoctono di temolo Adria.

 


 

Come dice il nome stesso, questa specie è autoctona dei fiumi immissari del mare Adriatico.

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