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Entro il 2022 chiudono gli ultimi allevamenti di animali da pelliccia: “È la fine a una industria crudele”

A causa del Covid, l’attività di allevamento Visoni era stata sospesa, ora però gli allevamenti dovranno essere smantellati. Guarda: “Ringraziamo tutte le associazioni e i senatori che si sono dedicati a questa battaglia”

Di Tiziano Grottolo - 22 dicembre 2021 - 12:25

VERONA. “Dal 2022 saranno chiusi gli ultimi allevamenti di animali da pelliccia”, così la consigliera regionale del Veneto Cristina Guarda annuncia come dopo 10 anni di battaglie e lavoro delle associazioni sia stato raggiunto un traguardo insperato: dopo il sì in commissione bilancio infatti, la proposta di chiudere gli allevamenti approderà al Senato.

 

L’emendamento, salvo colpi di scena, metterà al bando tutti gli allevamenti di pellicce a partire dal 1° gennaio 2022, in altre parole entro il 30 giugno gli ultimi cinque allevamenti di visoni dovranno essere smantellati. “Anche noi di Europa Verde avevamo aderito alla campagna di Lav e di Essere Animali, oggi festeggeremo assieme, ringraziando tutte le associazioni e i senatori che si sono dedicati a questa battaglia”.

 

A causa del Covid, l’attività di allevamento Visoni era stata sospesa, ma solo fino a fine anno e senza una strategia di uscita per gli animali detenuti dagli ultimi allevamenti esistenti. “Abbiamo messo la parola fine a una industria crudele, anacronistica, ingiustificabile che non ha più motivo di esistere in una società dove il valore di rispetto per gli animali, in quanto esseri senzienti, è sempre più diffuso”, commenta Simone Pavesi, responsabile Area Moda Animal Free della Lav.

 

Con questo emendamento, ricorda Guarda, si prevede: lo smantellamento entro il 30 giugno 2022 dei cinque allevamenti rimasti in Italia che si trovano nelle province di Brescia, Cremona, Forlì-Cesena, Ravenna, L’Aquila, che nel 2020 producevano per uccisione 60.000 visoni in un anno, con conferma del divieto di riproduzione già in essere dal gennaio scorso per i 7.039 visoni riproduttori ancora detenuti.

 

Inoltre un Decreto dei ministeri competenti sarà emanato entro il 31 gennaio 2022 per regolare cessione, sterilizzazione e detenzione dei visoni in strutture preferibilmente gestite direttamente o in collaborazione con associazioni animaliste riconosciute.

 

Il provvedimento riconosce una serie di indennizzi statali per un massimo di 3 milioni di euro per la chiusura e smantellamento di ciascun allevamento, nonché 3 milioni di euro complessivi per la loro riconversione in impianti agrivoltaici per la produzione di energia pulita, da assegnare entro il 31 gennaio 2022. “Dopo il voto in commissione bilancio, la cosa sembra fatta”, conclude Guarda.

 

Nel frattempo, dopo aver più volte posticipato il congresso costitutivo per questioni legate alla pandemia, gli ambientalisti veneti, eredi dei Verdi, si sono incontrati per formalizzare la nascita del nuovo soggetto politico che si riallaccia a Europa Verde nazionale e ai Green Europei.

 

Luana Zanella, storica ambientalista della Regione, già commissaria regionale del partito, e la “new entry”, Enrico Bruttomesso forte comunque di un percorso politico maturato al fianco della consigliera regionale di Europa Verde, Cristina Guarda, sono i nuovi portavoce della neo nata formazione politica. Non solo, perché Europa Verde Veneto è già impegnata sul fronte politico delle prossime Amministrative, a Verona per esempio gli ambientalisti hanno deciso di sostenere la candidatura dell’ex calciatore Damiano Tommasi.

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