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| 02 gennaio | 13:13

Veneto, il Tar boccia il calendario venatorio: anticipato lo stop alla caccia per quattro specie di uccelli. Zanoni: “Ristabilito il primato della scienza sulla politica miope”

Il Tar del Veneto ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste contro il calendario venatorio della Regione. Nello specifico, ha anticipato lo stop alla caccia per quattro specie di uccelli, salvaguardando migliaia di esemplari fondamentali per la riproduzione. Il consigliere Andrea Zanoni commenta parlando di “primato della scienza su una politica regionale miope e asservita alle lobby”

Foto Lac
Foto Lac

VENEZIA. “Il 2026 si apre con una notizia straordinaria per chi ama la natura e difende la legalità”. Così Andrea Zanoni, consigliere regionale e coordinatore nazionale dell’Osservatorio tutela e diritti degli animali di Europa Verde, annuncia l'accoglimento da parte del Tar del ricorso delle associazioni ambientaliste contro il calendario venatorio della Regione Veneto.

 

Il provvedimento accoglie infatti le istanze di Lac, Lav, Lncd, Lipu ed Oipa, assistite dall’avvocato Claudio Linzola, e corregge il calendario venatorio 2025-26 varato dalla Giunta regionale. Nello specifico, la caccia al Tordo sassello dovrà chiudersi il 10 gennaio, con 21 giorni di anticipo rispetto alla scadenza del 31 gennaio fissata dalla Regione, mentre per il Germano reale, la Canapiglia e la Gallinella d’acqua il termine è anticipato al 19 gennaio.

 

“Il Tar del Veneto - commenta Zanoni - ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste, disponendo la chiusura anticipata della caccia per quattro specie di uccelli. È un risultato che ristabilisce il primato della scienza su una politica regionale miope e asservita alle lobby”. Il consigliere ribadisce che non si tratta di una vittoria casuale, ma frutto di anni di battaglia istituzionale: Zanoni è infatti da sempre impegnato nella difesa dell’ambiente, dei diritti degli animali e contro la caccia - non da ultimo il provvedimento sui richiami vivi, che aveva suscitato diverse reazioni dentro e fuori i palazzi regionali (qui l’articolo).

 

“In Consiglio Regionale - specifica ora Zanoni - ho lottato senza sosta contro i calendari venatori 'regalo' della Giunta, con innumerevoli interrogazioni e complessi accessi agli atti. Documenti che si sono rivelati decisivi per smascherare le irregolarità e fornire le basi tecniche ai ricorsi delle associazioni. Purtroppo, le destre che governano il Veneto continuano a considerare gli animali selvatici come merce per fare consenso elettorale, ignorando sistematicamente i pareri scientifici dell’Ispra”.

 

Come spiega il consigliere, la rarefazione delle zone umide rende la pressione venatoria sugli uccelli acquatici particolarmente nociva in questo periodo. Continuare a sparare a fine gennaio, infatti, significa colpire gli esemplari sopravvissuti alla selezione naturale dell'inverno e che dovrebbero garantire la continuità della specie. “Il Tar - prosegue Zanoni - ha ricordato alla Regione che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato e va protetta, non sacrificata sull'altare degli interessi dei cacciatori”.

 

“Mentre la Giunta stende tappeti rossi alle lobby - conclude Zanoni - noi difendiamo la vita e il diritto dei cittadini di godere di un patrimonio naturale integro. Il 29 gennaio si terrà la trattazione collegiale in camera di consiglio, ma intanto il decreto è operativo: migliaia di uccelli avranno salva la vita grazie a questo stop anticipato”.

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