Hanno inquinato, distrutto e ucciso, dal Garda via le reti usate in passato per catturare le anguille. Wwf: ''Trappole che hanno fatto morire pesci e canneti''
Un risultato importante grazie il lavoro portato avanti senza sosta dal Wwf Bergamo – Brescia. ell'arco di circa un anno – spiega a il Dolomiti Paolo Zanollo del Wwf Bergamo Brescia – è stato portato avanti un lavoro di censimento per catalogare quotidianamente questo schiaffo all'ambiente. Il tutto portando avanti anche diversi interventi di recupero delle rete che distruggevano canne e intrappolavano l'avifauna”

DESENZANO. Abbandonate da tempo e diventate vere e proprie trappole per i pesci ma anche pericolose per bagnanti, imbarcazioni, subacquei e tanti altri. Dopo 12 anni tutti i resti delle vecchie strutture da pesca delle anguille saranno finalmente rimosse dal Garda.
Un risultato importante grazie il lavoro portato avanti senza sosta dal Wwf Bergamo – Brescia, grazie all'impegno quotidiano dei volontari e grazie anche all'accuratezza con la quale è stato fatto un censimento sul lago che ha permesso di individuare le reti.
“Quelle reti non sono state altro che un rifiuto abbandonato che ha inquinato, distrutto e ucciso. Dopo un lungo cammino tra censimenti, controlli, documentazioni ed episodi dove canneti e fauna ne pagavano spese salate, un incontro in Regione Lombardia ha finalmente fatto emergere conclusioni indiscutibili approvando appieno le nostre urgenti richieste. Tutte quelle strutture in completo stato di abbandono – spiega il Wwf Bergamo – Brescia - verranno rimosse a carico ovviamente dei proprietari”.

Si tratta di "Roste", usate un tempo per incanalare i pesci verso i "bartavelli", utilizzate soprattutto per la cattura delle anguille. Molte di queste reti sono state abbandonate e a deriva incastrate tra i canneti, altre incagliate sui fondali e alcune a mezz'acqua vicino a luoghi dedicati alla balneazione.
Erano usate dai pescatori di professione fino a 12 anni fa per poi rimanere a distruggere un ecosistema senza contare l'aspetto inquinante costituito da nylon, piombo, ferro e polistirolo che intrappola uccelli acquatici e grossi pesci.
“Nell'arco di circa un anno – spiega a il Dolomiti Paolo Zanollo del Wwf Bergamo Brescia – è stato portato avanti un lavoro di censimento per catalogare quotidianamente questo schiaffo all'ambiente. Il tutto portando avanti anche diversi interventi di recupero delle rete che distruggevano canneti e intrappolavano l'avifauna”. Diverse le segnalazioni fatte alle forze dell'ordine dalle quali sono anche partite alcune indagini.
“È inutile lottare contro l'inquinamento da microplastiche – spiega il Wwf Bergamo – Brescia - quando lasciamo a marcire chilometri di reti oramai classificate come rifiuto in molte zone del lago. Abbiamo controllato metro per metro tutte quelle esistenti nel basso lago soprattutto Sirmione e risultano tutte in stato di abbandono e inutilizzabili, pericolose in acqua e anche dentro i canneti. Vere e proprie trappole, sono state trovate grosse carpe, cormorani, gabbiani e altri uccelli acquatici morti impigliati, intrappolati fino alla morte”.

Il Wwf con la Guardia Costiera già in passato ha siglato un accordo di collaborazione per il recupero delle reti abbandonate (operazione reti fantasma) un lavoro di coordinamento che dura da 4 anni. Altre tipologie di reti pericolosamente abbandonate dai pescatori sui fondali. Oggi l'importante risultato per l'eliminazione di queste altre grosse reti. L'obiettivo rimane sempre uno: proteggere l'ecosistema.













