La Valtellina ''studia'' il modello trentino delle “Vacanze in baita”. Dallapiccola: “È un orgoglio poter esportare le nostre eccellenze”
L’iniziativa “Vacanze in baita”, rappresentata dall’omonima associazione, promuove un modello di turismo che potrebbe essere esportato anche in Lombardia. Una delegazione dalla Valtellina ha voluto conoscere più da vicino la famosa associazione trentina e la sua attività

TRENTO. “Vacanze in baita” non è soltanto il nome di un’associazione e di un’iniziativa, ma rappresenta un modello di turismo che potrebbe essere esportato. Una delegazione lombarda della Valtellina hanno voluto conoscere più da vicino la famosa associazione trentina che raccoglie proprietari di baite, che hanno deciso di affittare le stesse ai turisti durante le stagioni turistiche.
“Una gradita visita, di una delegazione valtellinese, ha reso onore alla famosa associazione turistica trentina. La strada per le imprese di montagna è faticosa ovunque e per tutti. Questa però sembra quella giusta”, commenta il consigliere provinciale del Patt Michele Dallapiccola, presente anche lui all’incontro. “E qui entrano in gioco le comunità locali – dichiara – quelle che hanno una storia anzi la propria storia da raccontare. Perché è ciò che chiede l’ospite oggi: il conoscere e il poter vivere come un locale. Non di meno c’è una nutrita schiera di persone che apprezza la fuga, la vacanza ‘detox’. E a scovare queste persone nel mercato mondo, ci pensa il Web”.

Sotto questo aspetto l’iniziativa “Vacanze in baita” “ha da sempre avuto un’enorme successo, al punto tale da venir percepita come un’operazione da imitare”. Questo è stato permesso “grazie all’intuizione di due sindaci della Provincia di Sondrio Graziano Murada di Albosaggia e Primavera Farina di Caiolo”, che si sono incontrati nei giorni scorsi, insieme a un gruppo di potenziali animatori di questa iniziativa da attuare nel cuore della Valtellina, con Marika Sammartano, presidente dell’associazione “Vacanze in baita”.

“L’occasione è stata propizia anche per visitare un’eccellenza tra queste strutture – prosegue Dallapiccola – la Baita Al Rossat di Sant’Orsola in Val dei Mocheni. Abbiamo provato l’orgoglio di poter esportare modelli di impresa per le zone di montagna con caratteristiche antropologico-sociologiche e orografiche simili alle nostre”.
Non sono mancate le visite al Comune di Civezzano con la sindaca Katia Fortarel e all’Orrido di Ponte Alto, lo spettacolare canyon, scavato dal torrente Fersina nel corso di migliaia di anni, attrazione dell’Ecomuseo dell’Argentario. Questa collaborazione potrebbe fermarsi “soltanto a un piccolo benché importante ambito – conclude il consigliere – le istituzioni Ecomuseali, l’agricoltura di prossimità, quella che animò la stessa Coop. Sant’Orsola nella sua prima ora. Sono tutte cose che in Valtellina ci assimilano”.

Come riporta il sito internet di “Vacanze in Baita” (https://www.vacanzeinbaita.com/it), questo è un marchio di prodotto assegnato dalla Provincia Autonoma di Trento che vuole evidenziare la qualità delle strutture specializzate in questa particolare forma di ricettività per vacanze nella natura. Certifica inoltre l’impegno dei gestori nella formazione e nel sottostare a precisi standard qualitativi in modo da garantire all’ospite massima trasparenza e alto livello di ospitalità. Tutte le strutture rispondono a requisiti minimi che riguardano le caratteristiche generali, le dotazioni interne e i servizi della baita. La conformità a determinati parametri ne determina la peculiarità della struttura e quindi la qualità dell’ospitalità, quantificata da 1 a 5 “funghi”, in base ai quali sono stati anche fissati i prezzi.
Le baite sono piccoli edifici in legno e muratura e sono la testimonianza della vita di un tempo giunta fino a oggi, l’alpeggio, il lavoro e sono anche rifugio per tutta la famiglia. Ogni baita conserva tra le sue mura la propria storia. Gli spazi sono stati ristrutturati facendo fede alla tradizione dell’architettura alpina. Stube e caminetti caratterizzano gli ambienti. Alcune possiedono pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e acqua calda, in nome di una sensibilità ecologica sempre crescente. Immerse nei prati e boschi del Trentino, sono l’ideale punto di partenza per passeggiate o escursioni in mountain bike, pesca e sport d’acqua nei laghi e d’inverno attività con le ciaspole ai piedi o sci grazie alla vicinanza con gli impianti sciistici.








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