Il Consiglio di Stato boccia la Regione Veneto sulla caccia, esulta la Lac: ''Ancora una vittoria giudiziaria, una boccata d'ossigeno per il martoriato patrimonio faunistico''
L'ordinanza del Consiglio di Stato conferma così la precedente decisione del Tar di Venezia e il precedente Decreto presidenziale di palazzo Spada. La Lac: "Restano solo 3 le giornate di caccia settimanale per tutta la stagione. Patrimonio faunistico insidiato in Veneto da una pressione venatoria fuori misura"

VENEZIA. "Ancora una vittoria e una nuova sconfitta per la Regione Veneto in Consiglio di Stato". Questo il commento della Lac. "Restano solo 3 le giornate di caccia settimanale per tutta la stagione venatoria".
Nelle scorse settimane il Tar del Veneto aveva disposto la sospensione del calendario venatorio nella parte in cui prevede l'apertura della caccia prima dell'1 ottobre per alcune specie; sospese poi due giornate aggiuntive nel periodo 1 ottobre-30 settembre per le specie migratorie.
Il Tar aveva ritenuto che le "pur articolate motivazioni dedotte dalla Regione a sostegno della apertura della caccia prima dell’1 ottobre 2022 non paiono idonee a superare il parere espresso dall’Ispra in relazione a tali specie e che le argomentazioni dedotte dalla Regione a sostegno della concessione delle giornate aggiuntive per il periodo ottobre-novembre per le specie migratorie non appaiono pienamente convincenti".
La Regione aveva poi richiesto al Consiglio di Stato di annullare il decreto del Tar di Venezia, ottenuto su ricorso della Lega per l'abolizione caccia. "E' la terza sconfitta giudiziaria per la Regione Veneto - prosegue l'associazione - in relazione al calendario venatorio regionale che detta le regole per l’esercizio venatorio nella stagione 2022/23. Sono state accolte le nostre tesi".
L'ordinanza del Consiglio di Stato conferma così la precedente decisione del Tar di Venezia e il precedente Decreto presidenziale di palazzo Spada. "Resta preclusa la possibilità, prevista inizialmente come deroga regionale, di aggiungere ulteriori due giornate di caccia settimanali da appostamento alla fauna migratrice - aggiunge la Lac - oltre alle canoniche tre settimanali previste dalla normativa statale. Fallisce ancora il tentativo della Giunta regionale di eludere il parere tecnico reso dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale".
L’appello della Regione è stato giudicato “non assistito dal carattere di gravità, in mancanza di dati e informazioni” sull’impatto del prelievo venatorio desumibile dalla lettura dei tesserini venatori regionali degli ultimi anni. "Una boccata di ossigeno per il nostro martoriato patrimonio faunistico, insidiato in Veneto da una pressione venatoria fuori misura", conclude la Lac.













