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Leccio, roverella, acero campestre e frassino: piantati 1.000 nuovi alberi a Gocciadoro. Ianeselli: "Importante per il ripristino di un polmone verde urbano"

Sono state piantate mille nuove piante per l’intervento di forestazione all’interno del parco Gocciadoro, nell’ambito del progetto “Riforestazione urbana - Alberi in città”, in collaborazione con Legambiente, con l’obiettivo di restituire il verde a città e centri urbani in Italia

Pubblicato il - 26 January 2022 - 17:03

TRENTO. Sono mille le nuove piante per la città di Trento. Si è concluso l’intervento di forestazione all’interno del parco Gocciadoro che ha consentito di arricchire di verde un ettaro del parco grazie al sostegno di Eurizon, società di asset management del Gruppo Intesa Sanpaolo, nell’ambito del progetto “Riforestazione urbana - Alberi in città” portato avanti in collaborazione con Legambiente.

 

“Si tratta di un intervento di grande importanza - ha dichiarato il sindaco di Trento Franco Ianeselli – quello realizzato al parco Gocciadoro. Per la sua valenza naturalistica, di cura e ripristino di un polmone verde urbano, e per la sua importanza riguardo al contrasto del cambiamento climatico, un tema che ci riguarda tutti da vicino. Ringrazio dunque tutti i soggetti che hanno contribuito alla messa a dimora di queste mille nuove piante, che contribuiranno ad assorbire Co2, a migliorare il microclima, a donare benessere, biodiversità e salute alla città”.

L’iniziativa, realizzata con il supporto tecnico di AzzeroCo2, ha l’obiettivo di rafforzare e ampliare gli habitat naturali già presenti nell’unico parco urbano della città, una riserva naturale solcata dal torrente Salè. Il Parco Gocciadoro è infatti il polmone verde del territorio comunale che però – a causa della diffusione di piante infestanti e degli effetti della crisi climatica - ha visto negli ultimi anni alcune sue aree depauperarsi del loro patrimonio ecosistemico. Proprio per poter dare un sostegno al ripristino di ciò che è andato perduto, tali aree sono state scelte per l’intervento di rigenerazione ambientale così da poter rinaturalizzare tali spazi.

 

“Il progetto che, come AzzeroCo2, -  ha dichiarato Sandro Scollato Amministratore Delegato di AzzeroCo2 – abbiamo realizzato insieme a Eurizon e Legambiente è un esempio concreto di come si possa contrastare la crisi climatica partendo dai territori, lavorando per ricostruire il patrimonio naturale nelle città. I benefici peraltro non finiscono qui: gli interventi di forestazione generano valore aggiunto a livello di collettività. Basti pensare a quale giovamento dia ai cittadini la rigenerazione urbana e la possibilità di rendere fruibili nuovi spazi verdi a disposizione degli abitanti delle aree oggetto di intervento. Sono questi i contesti che vogliamo ricreare per rendere più sostenibili i nostri centri urbani”.

 

Un intervento, quello posto in essere, che vuole quindi essere anche un concreto contributo al contrasto alla crisi climatica i cui drammatici effetti nelle aree urbane sono, oggi, sempre più amplificati come ci ricordano l’intensificarsi in Italia di fenomeni quali le inondazioni dovute alle forti precipitazioni o le ondate di calore sempre più frequenti. Per tali ragioni gli interventi di forestazione urbana, come quello realizzato nel parco Gocciadoro, sono fondamentali in quanto gli alberi rappresentano la “tecnologia” più potente che abbiamo nel contrasto ai cambiamenti climatici – data la funzione propria di alberi e arbusti di sottrarre dall’atmosfera l’anidride carbonica - all’inquinamento cittadino e al miglioramento della qualità dell’aria.

 

Importante anche la funzione che questi alberi avranno nel creare habitat particolarmente apprezzati dalla piccola mammo-fauna e dall’avifauna che vi potranno trovare rifugio e cibo. Non trascurabile è poi il ruolo che la rinaturalizzazione dell’area potrà svolgere nel rendere maggiormente fruibili questi spazi alla comunità locale contribuendo allo stesso tempo al compito di sensibilizzare la popolazione circa l’importanza di tutelare e preservare il nostro patrimonio ambientale.

 

Al fine di garantire il rispetto della biodiversità del territorio e il rapido attecchimento sono state utilizzate diverse specie autoctone scelte in quanto coerenti con le condizioni climatiche della zona, tra le quali il Leccio, la Roverella, l’Acero campestre e il Frassino.

Quello di Trento è il primo intervento di un progetto più ampio.  “Riforestazione urbana - Alberi in città”, all’interno del quale si inseriscono i 1000 alberi piantati nel capoluogo trentino, prevede la messa a dimora di un totale di ben 6.400 piante. L’iniziativa interessa poi i Comuni di Settimo Milanese (Mi), Vicenza, Beinasco (To), San Cesario sul Panaro (Mo), Roma, Napoli e Ancona, diverse città unite singolarmente da una via verde delineata dalle nuove piante che ivi saranno ospitate.

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