L'estate 2022? La più calda di sempre in Trentino, dopo quella del 2003 (ma di solo 0,1 gradi). Le piogge in agosto hanno contribuito a ridurre l'ozono nell'aria
I dati arrivano dal monitoraggio di Meteotrentino relativo alla stagione estiva in Trentino. L'assenza di piogge si è fatta sentire fino alla seconda metà di luglio, mentre in agosto per la prima volta dall'inizio dell'anno, il valore delle precipitazioni è stato superiore alla media storica. Proprio le piogge, dicono i tecnici di Appa, ha contribuito ad abbassare il livello di ozono presente nell'aria

TRENTO. “La temperatura media dell'estate meteorologica (giugno, luglio e agosto) 2022 è risultata eccezionalmente elevata e, negli ultimi 100 anni, inferiore solo a quella del 2003”. La conferma di come l'estate 2022 sia destinata a rimanere agli annali anche per quanto riguarda il nostro territorio arriva dagli esperti di Meteotrentino, che sottolineano come, alla stazione di rilevazione di Trento Laste, si siano però registrati “in assoluto più giorni con temperature massime superiori a 30 gradi centigradi rispetto al 2003, 65 giorni contro 64”. Sul fronte delle precipitazioni, come già evidenziato da il Dolomiti, il deficit pluviometrico è stato importante sul territorio fino a dopo la metà di luglio (Qui Articolo), ed in generale la cumulata stagionale, dicono gli esperti di Meteotrentino: “E' stata generalmente vicina o inferiore alla media ma, localmente, si sono misurati valori superiori alla media, specie in una zona della Val di Fassa dove il 5 agosto si è verificato un nubifragio” (Qui Articolo). Le perturbazioni che hanno contraddistinto le scorse settimane estive, specificano poi i tecnici di Appa, hanno contribuito non solo a combattere la siccità, ma anche a diminuire l'irraggiamento solare “con conseguente riduzione degli episodi di formazione di ozono, che nei mesi precedenti hanno fatto registrare qualche picco nelle concentrazioni, complice il caldo e il sole della stagione”.

Parlando di temperature infatti, si legge nel report di Meteotrentino, si nota come “la temperatura media 2022 risulti superata di soli 0,1 gradi centigradi nel 2003, classificandosi quindi al secondo posto tra le estati più calde di tutta la serie storica”, nonché, come detto, quella con il maggior numero di giorni con temperatura massima superiore ai 30 gradi centigradi. Osservando infatti il grafico relativo alle temperature medie giornaliere misurate a Trento Laste, ed esprimendo i dati come scostamento rispetto alla media di riferimento 1991-2020, si nota come solo in 11 occasioni, dal 1 giugno al 30 agosto, la colonnina di mercurio è stata al di sotto della media, rimanendo nei restanti giorni ben al di sopra. La situazione è omogenea in tutto il territorio: analizzando infatti i dati in diverse stazioni (da Trento a Lavarone fino a Cavalese e Predazzo) si nota come, ancora una volta, l'estate 2022 risulti inferiore solo all'anno 2003. A Trento Laste, per esempio, la media registrata è stata di 24,8 gradi centigradi (rispetto ai 23 registrati nel 2021 e ai 24,9 del 2003), a Castello Tesino la media è stata di 19,6 gradi (rispetto ai 18,3 dell'anno scorso e ai 20,2 del 2003), a Cavalese la media 2022 è arrivata a 19,7 gradi (rispetto ai 17,9 del 2021 e ai 20,3 del 2003) mentre a Rovereto la temperatura media è stata pari a 25,8 gradi centigradi (rispetto ai 24,1 del 2021 e ai 26,5 del 2003).

Dal punto di vista delle precipitazioni, a Trento Laste il valore dell'estate 2022 risulta quasi uguale alla media storica, ma guardando alle precipitazioni giornaliere si nota come le precipitazioni siano state in generale scarse fino al 24 di luglio, mentre agosto è risultato l'unico mese da inizio dell'anno 2022 con un valore cumulato di precipitazioni superiore a quello medio storico. Analizzando anche in questo caso i valori registrati da diverse stazioni meteorologiche sparse sul territorio provinciale, si nota come “in tutte le stazioni – scrivono gli esperti di Meteotrentino – fatta eccezione per Predazzo, si sono registrate precipitazioni inferiori ai valori medi, mentre il numero di giorni piovosi è risultato disomogeneo”. Come detto però, oltre a combattere la siccità, le precipitazioni registrate nella seconda metà della stagione estiva hanno aiutato a migliorare la situazione a livello d'inquinamento dell'aria. “Per quanto riguarda l'ozono – scrive infatti l'Appa nel suo monitoraggio mensile – anche per il mese di agosto si sono registrati innalzamenti delle concentrazioni di questo inquinante, in linea con l'andamento tipico del periodo estivo, caratterizzato da elevate temperature ed irraggiamento solare. Tuttavia, l'arrivo di qualche perturbazione ha interrotto le condizioni di prolungato bel tempo del mese di luglio, portando alla riduzione della radiazione solare e ad un calo delle temperature”.

Una condizione che ha in sostanza contribuito a “ridurre gli episodi di smog responsabili della formazione di ozono, i cui valori si sono mantenuti al di sotto della soglia di informazione di 180 microgrammi per metro cubo in tutte le stazioni della rete provinciale, ad eccezione di quella di Monte Gaza che, all'inizio del mese, ha registrato alcune ore di superamento. Non sono state registrate concentrazioni superiori alla soglia di allarme (240 microgrammi per metro cubo) prevista dalla normativa vigente”. Per quanto riguarda poi le concentrazioni di polveri sottili PM10, dicono tecnici, i valori per l'intero mese di agosto risultano “ben al di sotto del limite previsto per la media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo su tutte la rete provinciale di monitoraggio della qualità dell'aria. Anche le concentrazioni medie mensili di biossido di azoto NO2 misurate in agosto sono tendenzialmente in linea con quanto rilevato nello stesso mese degli anni precedenti. Le concentrazioni medie orarie sono risultate sempre inferiori al limite di 200 microgrammi per metro cubo”.















