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Tutela del lago d'Idro, Marini: "Trentino e Lombardia non collaborano per proteggere il biotopo, ma per lo sfruttamento del territorio sì"

A metà febbraio era stato chiesto alla Provincia di garantire la tutela della sponda trentina del lago d’Idro prestando particolare attenzione al biotopo collocato nel Comune di Bondone. Marini: "Chiedevamo se si fosse pensato a una collaborazione tra il Parco Alto Garda Bresciano, la Riserva della Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria e il biotopo lago d’Idro. Ma l’unica logica che unisce Trentino e Lombardia riguardo alle acque del lago d’Idro sembra essere quella dello sfruttamento"

Di Francesca Cristoforetti - 26 aprile 2022 - 17:00

TRENTO. "Non c'è mai stata alcuna interlocuzione tra Provincia di Trento e Regione Lombardia in relazione alla possibilità di collaborare nella gestione naturalistica delle aree comprese tra il territorio dei comuni di Magasa e Valvestino del Parco dell’Alto Garda Bresciano e le aree di confine trentine". È questo il commento del consigliere del Movimento 5 Stelle Alex Marini, che ha ricevuto in questi giorni la risposta riguardo alla tutela della sponda trentina del lago d'Idro, firmata dall'assessore Mario Tonina. "Avevamo chiesto la tutela prestando particolare attenzione al biotopo collocato nel Comune di Bondone, garantendone l’integrità, ma la risposta non ci soddisfa pienamente".

 

A metà febbraio infatti era stata inviata una richiesta alla Pat per garantire la tutela di questa parte di territorio dal punto di vista naturalistico, ma non solo. "Chiedevamo inoltre - prosegue Marini - se si fosse pensato a mettere in contatto e di far collaborare il Parco Alto Garda Bresciano, la Riserva della Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria e il biotopo lago d’Idro, in modo da estendere la tutela ambientale a questo ambito vasto e continuo".

 

Se da una parte la zona di protezione speciale "Lago d’Idro" nel corso degli anni "ha consentito una gestione idrica meno predatoria e una maggiore salubrità del territorio, bisogna prendere atto che dalla risposta non emerge alcuna volontà di prevedere misure di valorizzazione ecologica della sponda orientale del lago d’Idro, nonostante si tratti di un spazio incontaminato di rara bellezza".

 

Ma il problema non si limiterebbe a questo. Dalla risposta, secondo il consigliere, si evidenza come "non vi sia mai stata alcuna interlocuzione tra Provincia di Trento e Regione Lombardia in relazione alla possibilità di collaborare nella gestione naturalistica delle aree comprese tra il territorio dei comuni di Magasa e Valvestino del Parco dell’Alto Garda Bresciano e le aree di confine trentine ipotizzando l’estensione dell’area parco fino alle sponde orientali del lago d'Idro". 

 

Si tratta infatti di territori confinanti, che in pratica "costituiscono un unicum, diviso solo dalle linee sulla mappa". Tuttavia gli enti che dovrebbero presiedere alla tutela del territorio e alla sua valorizzazione "operano e ragionano come se si trattasse di realtà distinte, che non comunicano le une con le altre, salvo in casi di assoluta emergenza", facendo riferimento al recente incendio sviluppatosi nel Comune di Bondone che ha minacciato di investire la Valvestino ed "è stato domato solo dopo settimane di duro lavoro da parte di vigili del fuoco e forestali". 

 

Il consigliere del M5S aveva già sottolineato in passato la mancanza di coordinamento tra Trentino e Lombardia, anche riguardo i collegamenti stradali di montagna e la manutenzione delle vecchie strade militari e delle opere connesse, "ma speravamo che almeno una minima ipotesi di lavoro comune fosse stata messa in cantiere per tutelare le bellezze naturali e al lago d’Idro, magari tenendo conto delle possibili integrazioni a livello ciclopendonale".

 

Per questo Marini accusa: "Con rammarico dobbiamo prendere atto - conclude - che purtroppo l’unica logica che sembra unire Trentino e Lombardia riguardo alle acque del lago d’Idro sembra essere quella dello sfruttamento". 

 

Non è la prima volta che questo lago finisce nelle discussioni politiche. Lo scorso anno infatti Piazza Dante aveva dato il via libera per fornire dai 12 ai 16 milioni di metri cubi d’acqua per l’irrigazione dei campi dai serbatoi dell’Alto Chiese alla Lombardia per le stagioni estive 2021-2023; una fornitura alla quale la stessa Lombardia avrebbe fatto seguire un impegno da un milione di euro per cofinanziare un progetto pubblico in Trentino, già individuato nei lavori relativi a un tratto della statale 237 del Caffaro (Qui l'articolo)

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