"Colorazione anomala delle acque del lago" (FOTO), Marini: "Non basta analizzare la balneabilità e serve una maggiore collaborazione tra Trentino e Lombardia"
Nei mesi scorsi c'è stato un episodio di colorazione anomala dell'acqua del lago. Le risposte alle interrogazioni in Trentino e in Lombardia. L'ex consigliere provinciale del Movimento 5 stelle: "C'è un atteggiamento superficiale. Le risposte poi sono spesso generiche e c'è poca trasparenza"

TRENTO. Risposte superficiali e una collaborazione poco strutturata tra Trentino e Lombardia. Questo viene messo in luce da Alex Marini, l'ex consigliere provinciale del Movimento 5 stelle parla della colorazione anomala delle acque del lago.
"Molti enti locali affrontano la questione dello stato ecologico del lago in modo superficiale e c'è l'attitudine a piegarsi agli interessi esterni alla comunità locale", spiega Marini. "Per questo l'associazione Amici della Terra Lago d'Idro e Valle Sabbia nel giugno scorso hanno sollecitato, attraverso la presentazione di interrogazioni urgenti in Lombardia e in Trentino, un chiarimento sulle cause e sulle conseguenze del recente episodio di colorazione anomala delle acque". Dopo mesi sono arrivate le risposte.
A Trento la Giunta provinciale ha risposto all’interrogazione di Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra) e Michela Calzà (Partito Democratico) nel mese di agosto, "in modo piuttosto generico", aggiunge Marini. "Si è limitata a ricordare che il monitoraggio della qualità delle acque è di competenza di Arpa Lombardia e che al Trentino spetta solo la verifica della balneabilità della spiaggia di Baitoni".

C'è un dato. "Nel campione del 20 giugno è stata riscontrata un’elevata concentrazione dell’alga Dolichospermum lemmermannii (19.300 cellule/ml), responsabile della colorazione anomala. Tuttavia, i risultati sono stati trasmessi all’Apss ma non resi pubblici. Questo lascia irrisolta la questione della trasparenza".
La risposta alla consigliera Paola Pollini (Movimento 5 stelle), arrivata più tardi, risulta invece più articolata e informativa.

In questo caso Arpa Lombardia ha spiegato che il lago è monitorato regolarmente dal 2009 secondo la Direttiva Quadro Acque, con campionamenti sei volte l’anno e analisi su un’ampia gamma di parametri (chimici, fisico-chimici e biologici, inclusi Pfas e metalli pesanti). "Anche qui è stato confermato che la specie responsabile era D. lemmermannii, già osservata in altri grandi laghi alpini".
Il Movimento 5 stelle si è rivolto a un esperto e ha consultato la letteratura scientifica più recente. "Dagli studi emerge che le fioriture di D. lemmermannii nei laghi subalpini sono eventi noti sin dagli anni ’90, tipici dei mesi caldi e spesso caratterizzati da improvvise “schiume superficiali” dovute alla capacità dell’alga di risalire rapidamente in colonna d’acqua. In Italia, a differenza dei ceppi nord-europei, non è stata confermata la produzione di tossine: studi condotti su campioni provenienti dai laghi Garda, Idro, Caldonazzo, Maggiore e Lugano hanno escluso la presenza di microcistine, anatossine, cilindrospermopsine e saxitossine. Anche le indagini metagenomiche più recenti hanno ribadito che i ceppi italiani di D. lemmermannii non possiedono i geni che codificano per queste tossine, confermando quindi l’assenza di rischi tossicologici diretti".

Questo però, evidenzia Marini, non significa che il fenomeno possa essere sottovalutato. Le fioriture sono comunque un campanello d’allarme che richiama all’urgenza di ridurre i carichi di nutrienti e di rafforzare la ricerca ecologica sul lago".
C'è poi una questione del coordinamento istituzionale. "Dalle risposte emerge un punto debole evidente già evidenziato in passato: manca una collaborazione strutturata tra Arpa Lombardia e Appa Trento. Le due agenzie lavorano su fronti separati, con approcci e finalità diverse, senza un quadro integrato di analisi e monitoraggio. Una scelta che non appare casuale: la logica politica dominante è quella della spartizione e dello sfruttamento della risorsa idrica, e di conseguenza anche i monitoraggi ambientali finiscono per adeguarsi a questa impostazione. In questa fase, la carenza di coordinamento non è un bel presagio: se le istituzioni faticano già oggi a condividere informazioni su un singolo episodio di fioritura algale, è lecito dubitare che saranno in grado di garantire un controllo ambientale serio e indipendente quando saranno realizzate ed entreranno in funzione le nuove opere di presa e sfruttamento delle acque che decisori politici di Milano e Trento vogliono realizzare sul lago".
Insomma, per il Movimento 5 stelle non basta controllare la balneabilità. "Serve un monitoraggio trasparente, integrato e accessibile ai cittadini, che riguardi lo stato ecologico complessivo del lago e non solo le sue spiagge. Solo così si può prevenire il degrado e contrastare le pressioni speculative che da anni gravano sull’Eridio", conclude Marini.












