Lago di Cavedine: "Palese violazione urbanistica, compromessi l'ecosistema e la biodiversità", le associazioni ambientaliste contro il nuovo locale
Il coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro sta seguendo da diverso tempo la situazione della zona lago. Wwf e Italia Nostra hanno inviato mesi fa
un ricorso alla Giunta provinciale e una richiesta al Comune di Cavedine per l'annullamento della concessione: "Un'area di grande pregio naturalistico e di interesse paesaggistico. Nessuno finora si è mosso"

CAVEDINE. Prima delle lamentele dei residenti già le associazioni ambientaliste si erano espresse contrariamente alla concessione data allo stabilimento balneare in riva al lago.
"Non solo i devastanti effetti derivanti dalla palese violazione urbanistica - sostengono Wwf e Italia Nostra e - ma al contempo, anche, la compromissione e il deterioramento sia delle acque del lago, sia di porzioni significative del suolo o del sottosuolo della spiaggia, sia dell’ecosistema e della biodiversità della flora o della fauna".
Il coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro sta seguendo infatti da diverso tempo la situazione della zona lago. Ancora mesi fa Wwf e Italia Nostra avevano inviato un ricorso alla Giunta provinciale e una richiesta in autotutela al Comune di Cavedine per l'annullamento della concessione.
Per ultimo, nel mese di marzo di quest'anno, è stato fatto un esposto alla procura, in quanto "secondo il parere del servizio urbanistica provinciale in quell'area si sarebbe potuto ampliare solamente il 20/% dell'esistente, però 'di esistente' pare che in quell'area non ci fosse nulla. Finora però nessuno si è mosso".
La prima accusa che viene mossa dagli ambientalisti è che "l’area interessata dal progetto del centro ludico-balneare per la Carta del Paesaggio rientra tra i sistemi complessi di paesaggio come ambito di interesse fluviale, di conseguenza di tutela ambientale", riportano. Un'area di "grande pregio naturalistico" e di notevole "interesse paesaggistico" nell’ambito della suggestiva valle del Sarca a ridosso della Zsc "Marocche di Dro".
Nel progetto autorizzato, lamentano le associazioni, "non viene descritta la modalità di approvvigionamento idrico della piscina mentre viene definita la modalità di smaltimento attraverso la rete fognaria comunale". Inoltre l'edificazione autorizzata "è illegittima per palese violazione del divieto di costruire ex-novo", visto che la norma prescrive che "non è ammessa nuova edificazione se non un ampliamento del 20 % dell'esistente". Ma a detta degli ambientalisti l'area era "priva di ogni tipo di costruzione al momento del rilascio del permesso".
In aggiunta, sia le norme del Pup per le aree di protezione dei laghi, sia quelle del Prg per il parco balneare, "ammettono esclusivamente opere pubbliche o d'interesse pubblico - concludono - si deve considerare che 'attività di ristorazione e bar' non sono opere d'interesse pubblico, come afferma la nota del Servizio urbanistica della Pat". Questo costituisce perciò "soltanto un interesse privato, sacrificando senza il minimo scrupolo la naturalità del lago di Cavedine".
La presentazione di tali richieste e contenute nei ricorsi presentati non hanno però trovato riscontro da parte delle amministrazioni provinciali e comunali destinatarie.














