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| 15 apr 2023 | 19:09

"Devastazione ambientale made in Trentino" (FOTO). Più di 100 manifestanti per dire no alla cementificazione del lago di Caldonazzo: "Ecco gli sperperi edilizi nuovi e passati"

Il corteo ha percorso diverse tappe per mostrare la devastazione ambientale della frazione. Nel mirino la decisione del Comune di Pergine che con la sua delibera ha approvato recentemente la costruzione di attività commerciali e nuovi edifici residenziali in un terreno già agricolo di San Cristoforo "per la promozione del turismo". Gli ambientalisti: "A rischio tutta l'area dell'ex Hotel Lido"

"Devastazione ambientale made in Trentino"
di F.C.

PERGINE VALSUGANA. "Devastazione ambientale made in Trentino". E' questo lo striscione che apre il corteo per dire no alla cementificazione del lago di Caldonazzo. Alla passeggiata/ presidio, organizzata nella giornata di oggi (15 aprile) a San Cristoforo si sono riuniti oltre un centinaio di persone tra cittadini e associazioni e movimenti ambientalisti.

 

Il lungo corteo è partito nel pomeriggio intorno alle 15 dal parco di San Cristoforo sulle rive del lago per percorrere poi diverse tappe nella frazione, dove sono visibili "gli sperperi edilizi nuovi e passati". Chiara la posizione di Extinction Rebellion, Wwf, Legambiente, Lac, Lipu, Pan-Eppaa, Enpa del Trentino e Italia Nostra e Lune sui Laghi che sono stati tra i promotori della manifestazione.

Nel mirino la decisione del Comune di Pergine che con la sua delibera (numero 11 del 15 marzo 2023) ha approvato la costruzione di attività commerciali e nuovi edifici residenziali in un terreno già agricolo di San Cristoforo al Lago per "promuovere lo sviluppo e l’offerta di strutture a carattere commerciale e terziario a servizio di San Cristoforo, nell’ottica di supportare la vocazione turistica della frazione", spiegano le associazioni ambientaliste.


Tutto questo però è avvenuto "senza interpellare i residenti - denunciano gli ambientalisti - e senza effettuare uno studio che valutasse gli effettivi bisogni della frazione in cui già si trovano numerose strutture turistiche, private e pubbliche, da alcuni anni non più operative".

 

Lo scopo sembra essere quello di incrementare il turismo con la costruzione per esempio di un ulteriore supermercato "di 1.500 metri quadrati più relativo parcheggio", cosa che "ha già causato lo sradicamento di un boschetto di pioppi". Il tutto, denunciano gli ambientalisti, nonostante "nel raggio di meno di 1,5 chilometri dalla località ci sono già 2 supermercati e 3 famiglie cooperative".

 

Questo non sarebbe l'unico intervento previsto "su questo fragile e piccolo territorio - concludono associazioni e movimenti - tutta l'area dell'ex Hotel Lido, in mano allo stesso imprenditore, è stata disboscata quattro anni fa in previsione di costruire un'ampia area residenziale".

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