"Basta cemento sul lago di Caldonazzo". L'assemblea di cittadini e ambientalisti: "Un altro supermercato per 'supportare il turismo'? Non si punti sulla quantità"
All'incontro pubblico, che si è tenuto il 13 aprile scorso, cittadini e ambientalisti della frazione di Pergine hanno espresso la loro contrarietà alla costruzione di nuove attività commerciali ed edifici residenziali di un terreno agricolo: "Tutto questo è avvenuto senza interpellare i residenti e senza effettuare uno studio che valutasse gli effettivi bisogni della frazione"

PERGINE VALSUGANA. "Se facciamo coincidere la valorizzazione turistica con la cementificazione e con un turismo che punta alla quantità, alla commercializzazione tout court, al rumore e allo spreco e non alla qualità, certamente la risposta è no". Il Coordinamento San Cristoforo non ha dubbi sulla limitazione del consumo di suolo, da considerare "un bene comune e risorsa non rinnovabile".
Questo è stato detto con chiarezza anche all'incontro pubblico organizzato ieri sera (13 aprile), dove le associazioni e movimenti ambientalisti locali (Extinction Rebellion, Wwf, Legambiente, Lac, Lipu, Pan-Eppaa, Enpa del Trentino e Italia Nostra) hanno ribadito il loro no alla cementificazione delle rive del lago di Caldonazzo.
"Proviamo a cambiare logiche, valorizziamo quello che abbiamo - sostiene il Coordinamento -, senza inseguire i vecchi modelli quantitativi ormai obsoleti, per puntare su modelli qualitativi, quelli che portano reale benessere anche alla popolazione residente e alle piccole imprese locali".
Numerosi i residenti della frazione di Pergine che hanno riempito la sala per esprimere la loro contrarietà, chiedendosi anche se sia necessario costruire un ulteriore supermercato a Pergine, dove il settimo è in costruzione a Ponte Regio.

Oggetto della discussione, in particolare, è stata la recente approvazione del Comune di Pergine (con la delibera numero 11 del 15 marzo 2023) per costruire attività commerciali e nuovi edifici residenziali in un terreno già agricolo della frazione per "promuovere lo sviluppo e l'offerta di strutture a carattere commerciale e terziario a servizio di San Cristoforo, nell’ottica di supportare la vocazione turistica della frazione".
Tutto questo però è avvenuto "senza interpellare i residenti - denunciano gli ambientalisti - e senza effettuare uno studio che valutasse gli effettivi bisogni della frazione in cui già si trovano numerose strutture turistiche, private e pubbliche, da alcuni anni non più operative".

Lo scopo è quello di supportare il turismo di San Cristoforo. "Ma è questo lo sviluppo che vogliamo? - rispondono le associazioni -. Nel raggio di meno di 1,5 chilometri dalla località ci sono già 2 supermercati e 3 famiglie cooperative. Il supermercato previsto di 1.500 metri quadrati più relativo parcheggio ha già causato lo sradicamento di un boschetto di pioppi che proteggeva il paese dall'inquinamento acustico e ambientale della statale della Valsugana e genererà un elevato traffico che certo non valorizzerà il turismo della zona".
Stando a quanto riportato dagli ambientalisti "la variante del Comune ha per di più ricevuto già un parere negativo da parte del Servizio urbanistica della Provincia - spiegano i rappresentanti delle associazioni - in quanto non coerente con la Legge provinciale 15 del 2015 che impone la limitazione del consumo di suolo negli strumenti di pianificazione territoriale. Dopo questo parere negativo, a marzo il Comune ha ripresentato la variante senza modifiche significative. Spetta ora al Servizio urbanistica pronunciarsi nuovamente, e alla Giunta provinciale fornire l’approvazione finale".
Sabato 15 aprile, con il ritrovo al parco di San Cristoforo alle 15, si terrà una passeggiata/ presidio per esprimere il proprio dissenso nei terreni già disboscati in attesa di essere cementificati, dove i cittadini e le associazioni, chiederanno di essere ascoltati per "fermare queste opere approvate dal Comune senza alcuna logica ambientale e sociale".














