Cementificazione di San Cristoforo, gli esercenti: "Fermiamo il declino del turismo e l'abbandono delle attività. Il progetto del Comune? Un primo passo"
All'assessore all'Ambiente sono state indirizzate due lettere, una dal Coordinamento contro la variante urbanistica, l'altra da parte degli operatori della zona. Gli esercenti: " L’attuale amministrazione è riuscita a trovare una sintesi di programmazione che segna il primo passo del tanto atteso rilancio. Tutti i progetti sono perfettibili. Supportare il cambiamento con attenzione allo sviluppo sostenibile"

PERGINE VALSUGANA. Due le lettere indirizzate all'assessore provinciale all'Ambiente Mario Tonina sulla questione della cementificazione di San Cristoforo per la costruzione di un nuovo supermercato. Da una parte quella dell'omonimo Coordinamento, composto dalle associazioni ambientaliste, dall'altra gli esercenti della zona.
"Crediamo che la vocazione turistica di San Cristoforo e la difesa ambientale - viene scritto nella lettera del Comitato - siano compatibili e riteniamo sbagliato ipotizzare una valorizzazione basata su nuova cementificazione e sullo spreco di suolo, e perseguire un turismo basato sui grandi numeri anziché sulla qualità dell’offerta". Il Coordinamento sottolinea infatti la propria contrarietà alla variante urbanistica (numero 4/2022), su cui però i "tecnici della Provincia avevano rilevato una serie di criticità".
Le proteste ambientaliste proseguono infatti da tempo, contro la cementificazione della zona lago per la tutela di un'area di "grande valore per la biodiversità".
A prendere parola questa volta sono stati gli operatori della zona sul futuro di San Cristoforo. "Il tema è caro prima di tutto agli operatori economici della località - scrivono nella lettera indirizzata a Tonina - che da decenni stanno attendendo un intervento efficace per il suo rilancio. In questi anni molte sono state le proposte pervenute dai privati per favorire questo rilancio, anche attraverso la predisposizione di progetti concreti e coerenti con il rispetto del territorio, dell’ambiente e della vocazione propria del luogo".
Gli esercenti sostengono che gli stessi abitanti abbiano contribuito "con idee e spinte verso il cambiamento". "Siamo tutti consapevoli della necessità di intervenire per arrestare il declino della stazione turistica e il lento abbandono delle attività economiche. L’attuale amministrazione è riuscita a trovare una sintesi di programmazione che segna il primo passo del tanto atteso rilancio. Tutti i progetti sono perfettibili".
Non sembrano essere quindi contrari alle decisioni del Comune, purché perfezionabili. "Gli operatori del territorio hanno seguito per questo motivo con grande attenzione l’evoluzione del confronto pubblico-privato nel corso di quest’ultimo anno - dicono gli esercenti - registrando importanti modifiche e adattamenti del progetto originario, che hanno portato correttivi volti ad introdurre elementi di valorizzazione del territorio, con chiare scelte progettuali di basso impatto ambientale: esempi ne sono la previsione del verde sulle coperture, la revisione dell’assetto viario con ampi spazi a verde, la particolare cura dei canali esistenti".
Il documento fa riferimento anche agli ambientalisti. "La loro attenzione verso un’area a scarsissimo valore agricolo, non a caso già in passato totalmente edificabile, a tutt’oggi completamente urbanizzata e circondata da strade ad alta percorrenza, non coglie il segno. Il focus, che noi operatori chiediamo sia centrato, è quello di supportare il cambiamento con la dovuta attenzione per lo sviluppo sostenibile; il che non significa lasciare abbandonata a sé stessa la località ma valutare il progetto nella sua importanza complessiva".
Chiara la richiesta. "Chiediamo sul punto il pieno sostegno dell’assessorato per permettere la realizzazione di questo primo, fondamentale, passo - concludono -. Operare diversamente significa assumersi una precisa responsabilità politica di ciò che sarà San Cristoforo senza riqualificazione".













