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| 27 ago 2022 | 12:20

''Il lago di Tenno già preso d'assalto dai turisti, con il ponte Tibetano diventerà un'attrazione stile Tennoland con danni irreparabili agli ecosistemi''

Le associazioni ambientaliste Ledro Inselberg, Italia Nostra sez. Trento, Wwf Trentino e Comitato Sviluppo Sostenibile lanciano l'allarme sia dal punto di vista ambientale e gestionale dell'area che dal punto di vista della sicurezza ed evidenziano quella che a detta loro sarebbe una contraddizione: ''Da un lato si parla di istituire una riserva naturale per il lago e dall'altro si sta costruendo il ponte di 120 metri''

Il lago di Tenno già preso d'assalto dai turisti, con il ponte Tibetano diventerà un'attrazione stile Tennoland con danni
di Redazione

TENNO. Il Lago di Tenno rischia di diventare sempre più un luogo ad uso e consumo turistico, senza visione di futuro, senza tutele di natura ambientale e senza un progetto di salvaguardia. Al contrario il ponte tibetano già annunciato e ''purtroppo già cominciato'', spiegano le associazioni ambientaliste Ledro Inselberg, Italia Nostra sez. Trento, Wwf Trentino e Comitato Sviluppo Sostenibile, ''trasformerà in una sorta di parco attrazione Tennoland, dove la presenza turistica, sempre più massiccia e incontrollata, potrebbe diventare ingestibile e creare danni irreparabili agli ecosistemi con presenza di biciclette, macchine, campeggiatori abusivi, erosione di suolo ovunque anche al di fuori dei percorsi autorizzati''.  

 

Da anni, infatti, il lago di Tenno è una meta sempre più rinomata e preferita da turisti e residenti e vista anche la sua conformazione storico-naturale necessiterebbe di sempre maggiori tutele. Formatosi in seguito a una grossa frana nel 1100 che ha di fatto bloccato il Rio Secco, immissario del lago, assieme al torrente Laurino e ad un paio di sorgenti la portata del lago di Tenno, che in alcuni anni è aumentata grazie alle abbondanti piogge primaverili, al momento sta diminuendo sempre di più, oltre che a causa della siccità attuale anche a causa di opere fatte dall'uomo negli anni scorsi, che hanno prosciugato le sorgenti che alimentavano il rio Secco.

 

''Unico emissario - spiega il Coordinamento ambiente Alto Garda e Ledro - è il torrente Picinino che va a confluire nel fiume Magnone dal quale si originano le cascate del Varone. Si legge sulla stampa che il comune di Tenno vuole arrivare a costituire una riserva locale per questo splendido lago; iniziativa più che lodevole se fatta per frenare l'assalto di turisti e campeggiatori sulle rive del lago e preservare le unicità ambientali della zona''. Ma c'è un ma: alle parole sulla ipotetica riserva naturale fanno da contraltare i fatti che si sostanziano in un'opera annunciata e già incominciata: un ponte Tibetano ''che l'amministrazione - proseguono le associazioni - ha deciso di costruire, pare come opera di difesa sul Rio Secco (da mesi senza una goccia d'acqua) e di attraversamento dello stesso a poca distanza dalla confluenza con il lago (120 metri forse in fascia di rispetto?) con un impatto paesaggistico pesante avendo una campata di 120 metri, in zona a vincolo idrogeologico''.

 

''Questo - aggiungono - per dare la possibilità a tutti di fare il giro del lago, nonostante il rischio idrogeologico. C'è comunque da rimarcare secondo noi, l'incoerenza da parte del comune di istituire un'area protetta locale, che dovrebbe tutelare l'ambiente in questione e la volontà di realizzare il ponte tibetano. Per quanto riguarda la sicurezza il parere espresso al progetto dal servizio geologico della Pat recita quanto segue: 'Per quanto concerne gli aspetti relativi alla pericolosità del sito individuati nella carta di sintesi geologica del PUP si rileva che gli stessi sono essenzialmente di natura idraulica e pertanto si rimanda al parere del Servizio Bacini Montani competente in materia. Si evidenzia comunque che nella nuova carta di sintesi della pericolosità alcune zone del tracciato possono essere interessate da fenomeni di crollo di massi rocciosi. Si consiglia pertanto di approfondire la tematica in questione e di adottare gli accorgimenti che si rendessero necessari per garantire la sicurezza delle persone.' Pertanto il progetto, oltre ad avere un impatto paesaggistico importante - chiariscono le associazioni - con poca sicurezza e con dei costi rilevanti (500.000 euro), pensiamo che in una zona estremamente delicata come questa, non ci sia necessità di realizzare l'infrastruttura in questione, che trasformerà l'area in una sorta di parco attrazione Tennoland, dove la presenza turistica, sempre più massiccia e incontrollata, potrebbe diventare ingestibile e creare danni irreparabili agli ecosistemi con presenza di biciclette, macchine, campeggiatori abusivi, erosione di suolo ovunque anche al di fuori dei percorsi autorizzati''.

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