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| 05 set 2023 | 09:23

Flavescenza dorata, i vignaioli del Trentino: "Sta dilagando" e quest'anno "manca l'indennizzo della Pat". Gli agricoltori: "I fondi del Governo? Insufficienti"

I numeri sono enormi e la situazione continua a peggiorare. Negli ultimi anni le coltivazioni trentine danneggiate da questa malattia sono state ben 650 mila, pari a circa 130 ettari di terreno coltivato. Vanno avanti gli studi per trovare le varietà resistenti alla flavescenza ma fondamentale rimane estirpare immediatamente la vite malata. A breve inizieranno i controlli sul 70% delle aziende del Consorzio Vignaioli del Trentino 

Flavescenza dorata, i vignaioli del Trentino: "Sta dilagando" e quest'anno "manca l'indennizzo della Pat"

TRENTO. L'allarme fra le aziende agricole è molto alto ed ora il rischio è quello di non vedersi riconoscere nemmeno un indennizzo. La flavescenza dorata va avanti senza sosta. Negli ultimi anni le coltivazioni trentine danneggiate da questa malattia sono state ben 650 mila, pari a circa 130 ettari di terreno coltivato. Interi vigneti estirpati e gettati via. E nel 2023 l'andamento non sembra cambiare di molto.

 

Per combattere questa malattia occorre un'azione duplice: da una parte la necessità di estirpare le piante che presentano la sintomatologia (il 'giallume') e dall'altra la lotta all'insetto vettore (la Scaphoideus titanus) attraverso trattamenti insetticidi obbligatori.

 

“Siamo davanti ad una malattia che ancora quest'anno – spiega a il Dolomiti la presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Clementina Balter preoccupa molto ed è dilagante. E' necessario avere la piena conoscenza della situazione e andare ad agire anche in maniera drastica con l'estirpo della vite contagiata perché è l'unica soluzione”. Un'azione questa che, purtroppo, non sempre è stata fatta e questo ha contribuito a creare veri e proprio focolai in diverse zone del Trentino con danni enormi per le aziende agricole.

 

“Dall'anno scorso come Consorzio – spiega Balter – assieme alla Fem portiamo aventi dei controlli che inizialmente hanno riguardato il 40% delle nostre aziende e quest'anno il 70%. Le verifiche inizieranno a breve perché è questo il momento in cui la malattia si evidenzia maggiormente”.

 

Fondamentale lo scorso anno era stato l'indennizzo previsto dalla Provincia per chi estirpava la vite malata. “Un indennizzo utile anche per incentivare l'attenzione sul problema da parte di tutti. Per il 2023, però, non sappiamo ancora se sarà ripresentato. Al momento non è stato previsto” spiega la presidente del Consorzio Vignaioli.

Al fine di salvaguardare la viticoltura trentina rispetto ai danni determinati dalla flavescenza dorata, infatti, la Pat aveva previsto e concesso un indennizzo finalizzato a compensare, almeno in parte, i danni connessi all'estirpo delle piante sintomatiche, secondo quanto disposto dalla normativa nazionale e provinciale che prevede, all'interno della zona dichiarata focolaio, l'obbligo di estirpo di ogni pianta sintomatica. L'importo massimo dell'indennizzo era di 10 mila euro.

 

“E' stato istituito un tavolo per monitorare la situazione per l'evoluzione della flavescenza in provincia e soprattutto per evitare che ci sia la diffusione di questa malattia e cercare di contenerla” ha spiegato Lorenzo Gretter, direttore di Confagricoltura del Trentino.

 

Se da un lato si stanno portando avanti con le ricerche genetiche sulle tipologie di vigne più resistenti alla flavescenza e sugli interventi per bloccarne il vettore, dall'altro l'ondata di “giallume” si stanno vedendo sempre di più in queste settimane. “La pianta – spiega Gretter - manifesta adesso i sintomi e per questi in questo periodo vengono attuati i controlli. La diffusione è più o meno su tutta la provincia. Ci sono delle aree dove la percentuale di piante colpite e maggiore e questo è legato anche alla varietà e alla sensibilità”.

 

La preoccupazione, conferma Confagricoltura, è comunque alta anche perché i danni creati dalla Falvescenza dorata rischiano di non essere coperti. “L'aiuto previsto lo scorso anno dalla Pat è stato importante per porre l'attenzione dei viticoltori sul problema e far capire l'importanza dell'estirpare la vite mala per salvaguardare il vigneto. Quest'anno però non sappiamo se ci saranno ancora delle risorse dalla Pat”. In tanti hanno guardato anche all'intervento messo in campo dal Governo. Le cifre previste di indennizzo sono davvero irrisorie rispetto il grosso problema che non riguarda solo il Trentino ma anche tante altre regioni. Il fondo istituito dal Ministero nella legge di Bilancio 2023, che prevede una dotazione di 1,5 milioni di euro per il 2023 e altri 2 milioni per il prossimo anno, è insufficiente.

 

“A questo punto – conclude Gretter – abbiamo proposto che vengano usati questi soldi per fare ricerca per trovare una soluzione a questi problemi. Sono troppo pochi per coprire tutti i danni creati dalla flavescenza. Solo in Veneto ne troviamo una enormità”.

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