Bostrico, l'emergenza post Vaia sta distruggendo i boschi del Bellunese. Sul versante nord del Monte Grappa, a rischio oltre 20 chilometri quadrati di patrimonio
A poco più di cinque anni dalla tempesta Vaia, gli ecosistemi forestali soffrono i danni devastanti del “parassita dell'abete rosso”. Al comune di Seren del Grappa, un fondo ministeriale di 450mila euro per contrastarne l'avanzata

BELLUNO. Il ministero dell'ambiente ha da poco stanziato delle nuove risorse economiche per contrastare l'avanzata del bostrico tipografo, un parassita letale per gli ecosistemi forestali (soprattutto per i boschi di abete rosso), riprodottosi a dismisura dopo la tempesta Vaia dell'ottobre 2018.
Una vera e propria epidemia dagli effetti devastanti che oltre a distruggere le aree verdi del territorio boschivo Bellunese (ma anche Trentino), facendo morire una quantità di alberi ancora maggiore rispetto a Vaia, contribuisce alla perdita di valore del legname da vendere.
A Seren del Grappa – uno dei 25 comuni parte della riserva della biosfera italiana Mab/Unesco del Monte Grappa – “è arrivato un investimento di 450mila euro (questo, proprio grazie alla biosfera Mab)”, afferma il sindaco, Dario Scopel che sta facendo del contrasto al parassita una priorità.
Il comune di Seren del Grappa possiede infatti “oltre 20 chilometri quadrati di patrimonio boschivo”.
“Grazie a questo fondo continueremo la lotta al bostrico – spiega – ma anche a far ripartire la vegetazione nei luoghi in cui Vaia ha devastato il territorio, lasciando profonde ferite”.
Tra le azioni messe in campo dall'amministrazione, vi sono l'uso di trappole “a feromoni” (sostanze chimiche che attirano gli esemplari di bostrico), “il taglio boschivo, le nuove piantumazioni ma anche la rimozione di alcune ceppaie che stanno creando problemi dal punto di vista idrogeologico non facilitando la ripartenza del bosco”.
Questi interventi di bonifica e ricostruzione boschiva vengono svolti sul versante settentrionale del Monte Grappa, un territorio che comprende anche “il Bosco degli Eroi”, un percorso escursionistico ad anello “molto conosciuto dalle famiglie – conclude Scopel – con partenza dalla Conca delle Bocchette; un intreccio di arte, storia e natura da preservare”.












