“Un evento eccezionale, che non si verificava dal 2006: nel Garda si è compiuto il rimescolamento completo delle acque”. Ecco cosa sta succedendo
Ad annunciarlo è la Pat, che sottolinea come grazie a una combinazione perfetta di fattori climatici, le acque del bacino abbiano completato un ciclo di rimescolamento totale

TRENTO. Dopo 20 anni, si è compiuto il rimescolamento completo delle acque del lago di Garda. Ad annunciarlo è la Provincia autonoma di Trento, che sottolinea come l'evento eccezionale – che non si verificava dall'inverno 2006 – abbia interessato il Benaco nei primi giorni di aprile 2026.
“Grazie a una combinazione perfetta di fattori climatici – scrive la Pat – le acque del bacino hanno completato un ciclo di rimescolamento totale, un processo vitale per la salute dell'ecosistema e degli organismi che lo popolano".
Il motore di questo 'reset' ecologico, continuano le autorità, è stato il forte vento da nord che ha sferzato il Trentino all'inizio del mese.
“In condizioni normali, i laghi molto profondi come il Garda faticano a mescolare completamente le proprie acque, limitandosi spesso a ricircoli parziali. Tuttavia, il raggiungimento dell'omotermia (l'annullamento della differenza di temperatura, e quindi di densità, tra la superficie e le profondità) ha permesso al vento di innescare un moto convettivo che non si era più verificato negli ultimi vent'anni”.
Di conseguenza, gli strati superficiali, più ricchi d'ossigeno, sono scesi verso il fondale, mentre le acque profonde sono emerse portando con loro nutrienti e microelementi accumulati nel tempo. Un evento di tale portata è estremamente raro per i grandi laghi sudalpini e richiede, appunto, freddo intenso unito a venti forti.
“La sonda multiparametrica dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente – dice ancora la Pat – posizionata a Riva del Garda tra punta Lido e spiaggia Sabbioni, ha registrato l'evento con dati precisi. Il 1 aprile, alle 6, sono stati rilevati 9.45 gradi centigradi a un metro di profondità, una temperatura che coincide quasi perfettamente con quella registrata a 270 metri di profondità lo scorso 24 febbraio. In questo modo l'ossigeno a tale profondità è aumentato di circa un terzo, passando da 6,61 mg/l del 24 febbraio agli 8,80 del 1 aprile”.
Il rimescolamento completo, concludono le autorità, funge da vera e propria “ricarica” per il lago. La conseguenza diretta è che gli strati più profondi vengono ricaricati di ossigeno, mentre i nutrienti e i microelementi sedimentati sul fondo vengono rimessi in circolo, svelando il reale stato ecologico del lago. Questo fenomeno naturale assicura il mantenimento della vitalità del Garda nel lungo periodo, contrastando i rischi di ristagno e garantendo la sopravvivenza delle specie che abitano le profondità del bacino.












