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| 10 gen 2023 | 12:43

Stop cani alla catena in Trentino, ma dal 1° luglio: multe da 400 a 800 euro raddoppiabili in caso di reiterazione della violazione

L'Enpa del Trentino spiega che molti cittadini credono che la norma sia già in vigore e stanno segnalando situazioni che, però, saranno perseguibili solo a partire da luglio

Stop cani alla catena in Trentino, ma dal 1° luglio: multe da 400 a 800 euro raddoppiabili in caso di reiterazione della
di Redazione

ROVERETO. Basta con i cani alla catena, ma non da subito. La legge provinciale che introduce il divieto di tenere alla catena animali d'affezione entrerà, infatti, in vigore dal primo luglio 2023. Lo comunica l'Enpa del Trentino per chiarire ai tanti cittadini che stanno rivolgendo loro richieste di intervento che al momento non è possibile sanzionare i proprietari che ancora oggi si comportano in questo modo. Dal 1° luglio, invece, si procederà a sanzionarli con multe da 400 a 800 euro per chi non rispetterà gli obblighi di legge.

 

''Il risultato importante che ha visto introdurre il divieto di detenere i cani alla catena, cui ha partecipato attivamente Enpa del Trentino, non è ancora operante - spiega l'ente nazionale protezione animali -: infatti si applicherà a partire dal 1° luglio 2023. Il Consiglio provinciale ha deciso di lasciare un ampio margine di tempo ai proprietari dei cani attualmente detenuti alla catena, per poter approntare le modifiche necessarie per custodire gli animali con modalità differenti. Ancora, il divieto di detenzione alla catena prevede delle deroghe, per ragioni sanitarie, documentabili e certificate da parte del veterinario curante, o per ragioni urgenti e temporanee di sicurezza, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta provinciale, sentiti la commissione provinciale per la protezione degli animali d'affezione, la federazione provinciale allevatori e la competente commissione permanente del Consiglio provinciale''.

 

Ed è proprio sui criteri che Enpa ha espresso parere contrario, ''in quanto - chiariscono - non potevamo tutelare gli animali, accettando aprioristicamente dei criteri che non si conoscono ancora oggi, che potrebbero stravolgere e inficiare il divieto di detenzione alla catena. Non solo, ci pare quantomeno stravagante che a dare il proprio parere sui criteri da utilizzare per applicare le deroghe venga sentita la categoria degli allevatori (che si occupano di animali da reddito), mentre - come puro esempio - non è stato considerato importante acquisire il punto di vista di figure specializzate nell'etologia del cane (primo soggetto interessato dalle deroghe), quali gli etologi e i veterinari comportamentalisti''.

 

Fra le novità importanti, la sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 800 euro per chi non rispetterà gli obblighi previsti dall'art. 3, commi 3 e 4, nonché il raddoppio della sanzione in caso di reiterazione della violazione. ''Fermo restando il forte valore deterrente rappresentato dalla sanzione pecuniaria - conclude Enpa - qualora se ne ravvisino gli estremi, è comunque sempre perseguibile il reato penale di maltrattamento di animali: sulla pagina Facebook di "ENPA del Trentino" si trovano le indicazioni per segnalarlo correttamente''.

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