Stop all'accattonaggio con animali, Zampa trentina 'approva' il ddl di Rossato: "Non è contro chi fa l'elemosina. Spesso questi cani sono maltrattati"
L'obiettivo del ddl, presentato da Fratelli d'Italia, è quello di introdurre il divieto di utilizzare gli animali d’affezione nella pratica dell’accattonaggio, prevedendo in caso di trasgressione l'applicazione di una sanzione da 400 a 800 euro. Zampa trentina: "I cani sono vite e non sono oggetti. Possono essere un supporto in caso di persone fragili? Sì, ma devono essere formati e gestiti da persone competenti"

TRENTO. No all'accattonaggio con animali. Torna a ripeterlo Zampa trentina che approva il disegno di legge depositato pochi giorni fa da Fratelli d'Italia, con prima firmataria la consigliera provinciale Katia Rossato.
L'obiettivo del ddl è quello di introdurre nel territorio della Provincia autonoma di Trento il divieto per i responsabili della detenzione di animali d’affezione, di utilizzare gli stessi nella pratica dell’accattonaggio, prevedendo in caso di trasgressione di tale norma l'applicazione di una sanzione amministrativa da 400 a 800 euro.
"La proposta vuole essere una soluzione a un problema che si trascina da anni - spiega Zampa trentina -. Una normativa comunale, seppur apprezzabile, di fatto non ha portato a nessun risultato per arginare un fenomeno che noi conosciamo molto bene. Paradossalmente il nuovo regolamento è andato a peggiorare la situazione. La deroga per i cosiddetti 'compagni di vita' ha di fatto legittimato un gruppo organizzato di mendicanti a continuare con la loro pratica aumentando addirittura gli animali sfruttati per intenerire la gente. Semplicemente adesso si limitano ad applicare il chip".
La nuova proposta a livello provinciale, "senza deroghe, potrebbe veramente stroncare questo traffico di cani", aggiunge l'associazione. Se da una parte alcune forze politiche si schierano "a difesa di alcune fasce fragili", allo stesso tempo questo "denota una mancanza di conoscenza del fenomeno a livello locale - prosegue -. Noi siamo molto presenti e conosciamo molto bene il fenomeno in Trentino, non solo per le decine di cani che abbiamo recuperato da alcune persone, spesso presi su loro richiesta perché non ne avevano più bisogno. Ma siamo anche diventati un fermo punto di riferimento per i cittadini trentini".
L'associazione animalista ricorda che "la legge non vieterebbe né si accanirebbe contro chi chiede l'elemosina, ma solo contro chi la chiede col cane". Altro punto fondamentale: "Da tanto tempo in Trentino non si vede il tipo di figura romanticamente descritta da chi si oppone a questo divieto. Il senzatetto che divide il suo tozzo di pane col suo amato cane? No, da noi non lo vedrete. Spesso quel cane che pensate sia tanto amato viene ignorato, strattonato, talvolta picchiato e il suo benessere non è minimamente preso in considerazione".
Altro aspetto sottolineato: "I cani sono vite e non sono oggetti - dice Zampa trentina -. Possono essere un supporto in caso di persone fragili? Certamente sì, ma devono essere formati per questo e gestiti da persone competenti. E soprattutto il cane non può scegliere, può solo subire".
Ciò che viene ribadito dall'associazione animalista è che "l'errore di base sia pensare che la legge sia contro chi chiede l'elemosina - conclude -, mentre è contro chi sfrutta un cane in tale situazione. Perché la presenza di un cane vi spinge a fare un'offerta più generosa mentre la presenza della sola persona che chiede l'elemosina non vi suscita lo stesso spirito di carità? Forse non siamo noi ad anteporre i cani alle persone".



















