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| 23 lug 2023 | 19:51

Un biotopo nell'ultima foresta alluvionale della bassa Val Pusteria: terminati gli interventi di compensazione ambientale per la strada Naz-Sciaves-Vandoies

Un gruppo di biologi e ingegneri ha lavorato insieme al progetto per avviare lo sviluppo dell'area verso un habitat forestale alluvionale vitale e per aumentare la sicurezza contro le inondazioni. Nel 2018/19, la Rienza è stata liberata dal suo corsetto: sono state create sponde seminaturali, sono stati costruiti stagni e un'area ricreativa naturale con pannelli tematici

Un biotopo nell'ultima foresta alluvionale della bassa Val Pusteria
di Redazione

VAL PUSTERIA. Prima dell'inizio dei lavori di rivitalizzazione il Biotopo Ilistra (lsterner Au) lungo il fiume Rienza, tra Vandoies e San Sigismondo, era una delle ultime foreste alluvionali rimaste nella bassa Val Pusteria, anche se si trovava in uno stato di forte degrado. Si è deciso, così, di rivitalizzare l'area per ripristinare condizioni dinamiche e favorevoli alla foresta alluvionale e nel biotopo ed i lavori sono stati completati.

 

L'assessore provinciale alla Protezione civile, Arnold Schuler, l'assessora provinciale al Paesaggio, Maria Hochgruber Kuenzer, e l'assessore provinciale alla Mobilità, Daniel Alfreider, assieme ai sindaci di Chienes e Vandoies  inaugureranno ufficialmente il rivitalizzato Biotopo Ilistra nel corso di una cerimonia che si svolgerà sabato 29 luglio.

 

Il progetto da 2,2 milioni di euro per la rivitalizzazione del biotopo è una misura di compensazione ambientale imposta per l'ampliamento della strada della Val Pusteria da Naz-Sciaves a Vandoies e commissionata dall'Ufficio tecnico strade Nord-Est.

 

Un gruppo di biologi e ingegneri ha lavorato insieme al progetto per avviare lo sviluppo dell'area verso un habitat forestale alluvionale vitale e per aumentare la sicurezza contro le inondazioni. Nel 2018/19, la Rienza è stata liberata dal suo corsetto: sono state create sponde seminaturali, sono stati costruiti stagni e un'area ricreativa naturale con pannelli tematici.

Il lavoro è stato svolto dai dipendenti dell'Ufficio sistemazione bacini montani Est dell'Agenzia per la Protezione civile, unitamente agli Uffici provinciali Tutela acque, Natura, Caccia e pesca, alle Stazioni forestali, alle associazioni ambientaliste “Naturtreff Eisvogel” e “Hyla” ed all'Associazione pescatori della Valle Isarco.

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