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| 30 lug 2023 | 19:16

La Rienza torna ad essere un fiume ''naturale'' per 1,3 chilometri, ecco il biotopo Ilistra: ''Così si aiuta la biodiversità e si protegge la popolazione in caso di piene''

Ampie parti del sito sono state abbassate e il letto del fiume è stato allargato. Inoltre, sono stati creati diversi stagni per le acque sotterranee e nell'area superiore è stata creata una zona ricreativa naturale con pannelli a tema. L'effetto spugna dei corpi idrici naturali e delle aree alluvionali contribuisce in modo significativo alla riduzione del rischio di piene, perché consente di trattenerle in modo naturale al di fuori delle aree di insediamento

La Rienza torna ad essere un fiume naturale'' per 1,3 chilometri
Foto Fb Naturtreff Eisvogel EO
di Redazione

BASSA PUSTERIA. E' tornato ad essere un fiume ''vero'', immerso nella natura e con possibilità di espandersi, entro comunque certi limiti, almeno in quei 1,3 chilometri la Rienza. Sono state tolte, infatti, le strette strutture di protezione delle sponde e il fiume può ora svilupparsi autonomamente creando delle aree alluvionali. Gli estuari dei torrenti Terento e Prato alla Drava sono stati ristrutturati per essere più vicini a come erano naturalmente la stragrande maggioranza dei fiumi e ora funzionano come importanti zone di ripopolamento ittico. Abbassando il terreno dei siti forestali alluvionali e introducendo ghiaia nel letto del fiume, che ora è più che raddoppiato in larghezza, l'Ilistra è stato ricollegato alla Rienza. In questo modo è stato ristabilito il prerequisito per il recupero e lo sviluppo di un paesaggio alluvionale vitale, poiché una pianura alluvionale vitale richiede inondazioni regolari.

 

''I lavori realizzati nel Biotopo Ilistra sono un progetto all’avanguardia che ha permesso di rivitalizzare in modo sostenibile l'habitat del fiume e della zona alluvionale circostante nella Bassa Val Pusteria", ha sottolineato l'assessore provinciale alla Protezione Civile, Arnold Schuler, durante la cerimonia di inaugurazione avvenuta ieri. Ampie parti del sito sono state abbassate e il letto del fiume è stato allargato. Inoltre, sono stati creati diversi stagni per le acque sotterranee e nell'area superiore è stata creata una zona ricreativa naturale con pannelli a tema. L'effetto spugna dei corpi idrici naturali e delle aree alluvionali contribuisce in modo significativo alla riduzione del rischio di piene, perché consente di trattenerle in modo naturale al di fuori delle aree di insediamento.

 

Il ripristino di paesaggi fluviali e golenali vitali nel fondovalle crea e protegge gli habitat di specie animali e vegetali in via di estinzione ed è quindi una delle misure più importanti per la conservazione e la promozione della biodiversità. “L'attuazione del progetto non va solo a vantaggio dell'ambiente grazie alla progettazione naturale dello spazio fluviale e dell'habitat dell’area alluvionale, ma anche della popolazione in generale e delle scuole in particolare grazie alla realizzazione di misure didattiche ambientali”, ha spiegato l'assessora, Maria Hochgruber Kuenzer

 

"Quando è stata approvato l’ampliamento della strada della Val Pusteria nella zona di Vandoies, come misura compensativa è stata prevista la rinaturalizzazione dell'Ilistra. Il progetto è stato pianificato e finanziato dalla Ripartizione infrastrutture", ha spiegato l'assessore alla Mobilità, Daniel Alfreider. L'obiettivo principale dei lavori di rivitalizzazione è stato quello di ripristinare la funzionalità ecologica della Rienza e del paesaggio golenale, ha riferito l'ecologo delle acque, Peter Hecher, dell'Agenzia per la Protezione civile.

 

Su un tratto di 1,3 chilometri, la Rienza è stata liberata dalle strette strutture di protezione delle sponde e il fiume può ora svilupparsi autonomamente entro limiti predefiniti. Dal 2018 si è operato su un'area di circa dodici ettari, di cui quattro di acqua e otto di biotopi. In totale sono stati trasportati e installati 1.000 camion di pietre ciclopiche e altri 700 camion di materiale in blocchi grossolani per stabilizzare l'alveo del fiume, al fine di creare una protezione contro l'erosione lungo gli argini e di disegnare l'alveo.

 

I lavori sono stati eseguiti dell’Ufficio sistemazione bacini montani Est dell'Agenzia per la Protezione civile, con la partecipazione di rappresentanti degli Uffici provinciali Tutela acque, Natura, Caccia e Pesca, del Servizio foreste, delle associazioni per la protezione dell'ambiente "Naturtreff Eisvogel" e "Hyla" e dell'Associazione dei pescatori della Valle Isarco, attraverso incontri periodici sul posto.

Le aree rivitalizzate sono di proprietà della Provincia come patrimonio idrico pubblico. Il costo dell'intero progetto ammontano a 2,2 milioni di euro.

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