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| 16 ottobre | 19:26

"Niente bollette (né vicini di casa) e mangio quello che mi autoproduco": storia del 31enne Emanuele e di una dimora nel bosco a quota 800

Poche, pochissime spese e nessun vicino di casa. È la storia di Emanuele, che ha scelto di vivere a quota 800, isolato da tutto e tutti: “Arrivare fin qui non è stato facile. Sono serviti soldi e fatica ma oggi, con la mia casetta e il mio piccolo orto, sono felice (e autosufficiente)”

"Niente bollette (né vicini di casa) e mangio quello che mi autoproduco"

ROMA. Dalla vita frenetica della città a quella in una casetta nel bosco a quota 800, senza vicini. È la storia di Emanuele, 31enne che ha scelto di cambiare completamente la propria esistenza ma che, per farlo, ha dovuto sacrificare non poco: "La strada, soprattutto all'inizio, è stata in salita - commenta, intervistato da Il Dolomiti -. Ho dovuto lavorare per diversi anni, mettendo via fino all'ultimo centesimo, ma ne è valsa la pena. Oggi posso dire di avere realizzato il mio grande sogno". 

Tutto ha avuto inizio quando il giovane, originario della Provincia di Roma, aveva circa 20 anni: "Sono partito per diverse esperienze di volontariato in Usa ed in giro per l'Europa, capendo non soltanto quanto mi piacesse viaggiare ma anche lo stile di vita 'off-grid' - esordisce -. Lavori, quelli fatti, che mi hanno consentito di mettere (letteralmente) le mani nella terra, di imparare a fare l'orto e a conoscere la natura. Cose che, per un ragazzo di città come me, non erano poi così scontate". 

 

Nel tempo, esperienza dopo esperienza, il desiderio del giovane è diventato sempre più quello di vivere isolato ed in maniera autosufficiente: "Mi affascinava l'idea di vivere in maniera indipendente. Avevo maturato anche l'interesse per agricoltura biologica e cibo naturale. Insomma, desideravo vivere una vita che avesse il minore impatto possibile sull'ambiente - confessa -. Così, a partire dai 22 anni ho cominciato a mettere da parte soldi (mentre lavorava a tempo pieno prima come 'tuttofare' in un negozio biologico e poi come casaro ndr) per quando avrei trovato un terreno adatto alle mie esigenze", individuato infine nel 2019 sull'Appennino Centrale.

 

Un posto isolato, nel bosco, privo di inquinamento e con sorgenti d'acqua, quello in cui il ragazzo è riuscito ad avviare il proprio "progetto personale di autosufficienza energetica ed alimentare". Un terreno trovato sugli Appennini a quota 800 (senza vicini nel raggio di oltre un chilometro ndr), che Emanuele ha acquistato e 'ripagato' in 5 anni di lavoro.

 

"Nel 2021 ho piantato un frutteto, con circa 30 piante di varietà antica, che ora cominciano a dare i primissimi frutti - prosegue nel racconto -. Poi due anni e mezzo fa, il grande salto: ho rimediato una roulotte e sono andato a vivere lì per davvero, facendo tutti i lavori necessari per rendere quel luogo davvero abitabile. Inizialmente, è stato molto complicato perché non c'erano elettricità, acqua corrente, bagno e riscaldamento. Era come stare in campeggio libero".

 

"Oggi invece - rivela - posso dire di aver fatto degli enormi passi avanti: ho una 'tiny house' con acqua corrente (allacciata alla sorgente), elettricità a non finire grazie ai pannelli fotovoltaici, una stufa a legna che alimento con la legna del bosco e uno scaldabagno a gas, che in futuro vorrei riuscire però ad alimentare con energia solare".

 

"Ci sono anche un capanno degli attrezzi, uno per la legna e un recinto elettrificato per difendere frutteto e orti dai selvatici". Di recente, infatti, il 31enne ha cominciato anche a dedicarsi all'orto (coltivando in maniera 'naturale' e senza l'impiego di sostanze chimiche ndr): "È soltanto una striscia di terra lunga 10 metri, vicino ai meli, ma devo dire che da solo fatico a mangiare tutta la verdura che produce da maggio ad ottobre. In inverno, per ora, tocca ancora fare la spesa ma in futuro mi piacerebbe riuscire a diventare autosufficiente coltivando in serre e avviando, grazie ad una motozappa o motocoltivatore (da acquistare) una produzione di grano, avena, legumi, patate e più verdure".

Al momento il 31enne si ciba per la maggior parte dell'anno delle sue verdure e frutta e acquista chicchi di grano che macina da sé per farci pane e lievitati (sempre autoprodotti). I terreni su cui coltiva ortaggi vengono pacciamati tutto l'anno con il suo fieno (autoprodotto) e foglie di bosco, e concimati a inizio stagione "con letame maturo che prendo da una stalla biologica nei paraggi".

 

"Salvo la motosega per la legna - tiene a sottolineare - per ora ho sempre fatto tutto a mano. Non uso sostanze chimiche di alcun tipo, neanche per la casa e per l'igiene personale: solo sapone di Marsiglia puro e aceto e bicarbonato per la pulizia. Essendo la fossa settica a dispersione, ci tengo a non inquinare falde e terreno. Cerco anche di ridurre al minimo la spazzatura: in particolare, la plastica monouso è del tutto bandita. Infatti tante cose le acquisto in grandi quantità in barattoli di vetro o cassette che riutilizzo sempre. Questo significa che rinuncio alla maggior parte dei prodotti da supermercato".

 

Nonostante i tantissimi obiettivi già raggiunti, per il futuro il ragazzo ha diversi (grandi) progetti: "Mi piacerebbe allevare galline ovaiole e qualche pecora, visto che di spazio ne ho. Ma vorrei fare tutto un passo alla volta, senza iniziare troppi progetti contemporaneamente, soprattutto con gli animali, dato che richiedono davvero tanto impegno". Al momento, a tenere compagnia a Emanuele c'è già la cagnolona Stella (FOTO di SEGUITO), di 10 anni d'età: "È la mia ombra", ammette.

Per ora il 31enne dedica una decina di giornate al mese alla sua casa e terreni, qualche giorno al riposo e al 'tempo libero' e circa 15 giorni ad un lavoro part time per un'associazione che si occupa della conservazione dell'orso bruno marsicano: "Guadagno poco, ma non avendo bollette e pochissime spese, i soldi che ho mi bastano. Sono molto contento di questa mia vita e lo sono anche i miei parenti e amici che, nonostante un primo momento di perplessità, hanno capito quanto tutto questo mi renda felice. Ad maiora".

 

 

(Chiunque volesse contattare Emanuele potrà farlo a questa e-mail: autosufficienza_appennino@outlook.com).

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