Unifarco nel team internazionale guidato dall’Oms per la cura della dermatite atopica nei Paesi a basso reddito. "Esperienza a disposizione di milioni di persone”
È stato presentato lo scorso fine settimana a Melbourne il risultato di un progetto partito nel 2023 per trovare una soluzione internazionale per la cura della dermatite atopica e rendere i farmaci accessibili ai Paesi con risorse limitate. Un team di lavoro in cui l’azienda bellunese leader nella cosmetica e nella dermatologia ha avuto un ruolo di primo piano

SANTA GIUSTINA. “Abbiamo avuto la possibilità di sederci al tavolo con massimi esperti e organizzazioni internazionali per garantire che le persone affette da dermatite atopica, specialmente nei Paesi più poveri, possano avere accesso a trattamenti efficaci e sicuri. La nostra missione infatti è perseguire il benessere delle persone e con questo traguardo abbiamo contribuito a fare un importante passo in questa direzione”.
Sono queste le parole con cui Gianni Baratto, direttore scientifico Ricerca e sviluppo di Unifarco, commenta il ruolo dell’azienda bellunese, leader nella cosmetica e dermatologia, nel percorso che ha portato all’inserimento per la prima volta di una crema idratante per la cura della dermatite atopica nelle Liste dei farmaci essenziali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Come spiega la stessa Unifarco, si tratta di un importante traguardo etico nella lotta alla malattia, con un impatto significativo a livello globale. Il progetto è stato infatti lanciato nel 2023 dalla Società internazionale della dermatite atopica e dall’Oms: obiettivo era la ricerca di una soluzione globalmente riconosciuta per una patologia che colpisce circa 200 milioni di persone nel mondo. E, come purtroppo spesso accade, a risentirne di più sono i Paesi a basso reddito, poiché l’accesso alle cure dermatologiche è tendenzialmente limitato.
Oggi, a due anni di distanza, nelle Liste dei farmaci essenziali è stato inserito un prodotto (a base di urea 5% o glicerolo 15-20%) per la cui realizzazione Unifarco ha messo a disposizione la sua lunga esperienza nelle patologie cutanee. In particolare, ha contribuito agli aspetti tecnico-scientifici relativi alla scelta degli attivi, ai costi e ai vincoli industriali, sviluppando un prototipo formulativo a basso costo e conforme alle linee guida Oms.
Il risultato è stato presentato a Melbourne in occasione del 15° Simposio internazionale Georg Rajka sulla dermatite atopica, svoltosi tra il 24 e il 26 ottobre: ora Oms e Paesi partner potranno finalmente promuovere l’accesso alla terapia ai pazienti in contesti a basso reddito. Lo stesso Simposio spiega infatti che per decenni gli emollienti fondamentali per la gestione della malattia siano stati intrappolati in un paradosso, in quanto classificati come cosmetici, penalizzati dai dazi d’importazione e dunque troppo costosi sia per i sistemi sanitari sia per le famiglie. Ora, il riconoscimento come farmaci essenziali apre la strada al loro acquisto da parte dei sistemi sanitari nazionali, ai rimborsi pubblici e ai finanziamenti internazionali in ambito sanitario: farmaci e dispositivi medici inseriti nella Lista sono infatti considerati prioritari per la salute pubblica.
Si tratta dunque del primo riconoscimento nella storia dell'efficacia di un trattamento idratante che, in contesti con risorse limitate, porta a minor rischio di infezioni secondarie, miglioramento dello stigma sociale e della salute mentale e maggiore frequenza scolastica nei bambini. “Siamo orgogliosi - conclude Andrea Baratto, Marketing Manager Unifarco - di poter affermare che il nostro impegno è sempre stato guidato da un forte valore etico, che ci spinge a mettere a disposizione il nostro know-how nel settore dermocosmetico e farmaceutico. E ora, nel campo della dermatite atopica possiamo affermare di avere avuto un ruolo da protagonisti per il miglioramento della vita di molte persone”.












