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| 15 giu 2025 | 15:52

Il Teroldego come chiave di lettura per smascherare il Palazzo. Pier Dal Rì presenta "Mai con i piedi per terra". Racconti di vita di un uomo libero

DAL BLOG
Di Ades, by Nereo Pederzolli - 15 giugno 2025

Cercherò di stuzzicare curiosità e piacevolezze. Lasciando sempre spazio nel bicchiere alla fantasia

Non badate, non fermativi alle lettere del titolo. Perchè l’istrionico Pier Dal Rì ha scritto ‘Mai con i piedi per terra’, una serie di racconti rigorosamente basati sulla sua concreta dedizione alla cura del Trentino e specialmente del Campo Rotaliano. Inteso, questo, come fucina delle variegate vicissitudini dell’autore, aspirante vignaiolo in gioventù, pure falegname, poi geometra laureato in architettura, sempre con le botti di Teroldego in declinazione con qualche diatriba di lotta politica, botti e botte, l’epopea della militanza originaria nella sinistra extra-extra ( due volte, il rafforzativo) parlamentare. Per poi interpretare l’evoluzione degli Anni Settanta, in un Trentino davvero ‘laboratorio innovativo’. Quando le idee contavano molto più dei legami partitici.

 

Pier Dal Rì l’ha capito in anticipo. E ha spiccato il volo. Entrando - all’inizio assolutamente in sordina - nel Palazzo, quello con l’iniziale maiuscola. Aspirazioni giovanilistiche, timide iniziative e scelte che poi si riveleranno dirompenti. Portandolo comunque ai vertici della Pat, funzionario che ha forgiato il Progettone (per aiutare i lavoratori in difficoltà) ma anche progettando piste ciclabili, pure il primo Bicigrill. Scardinando il possibile, per una vera rifondazione. Rotaliana, proprio come Dal Rì sottolinea in ogni capitolo delle sue chiamiamole ‘memorie’.


Scelte e azioni in contrapposizione con la ‘Balena bianca’, pure con qualche stereotipo del post-Sessantotto. Mantenendo sempre una dose d’autonomia decisamente invidiabile. Realizzata con capacità oltre che caparbietà. Non a caso il sottotitolo ‘Racconti di vita di un uomo libero’ caratterizza decisamente la pubblicazione presentata alle Cantine Endrizzi - davanti ad una platea eterogenea, politici d’antan e dirigenti della PAT che non hanno mai tralasciato l’impegno per una pubblica amministrazione ‘a portata di popolo’.

 

Cinquantesei storie, 270 pagine, Saturnia editore, il ricavato delle vendite destinato in beneficenza Trentino solidale onlus.

 

Leggerlo, il libro del Pier, è compiere un piccolo viaggio a ritroso nel tempo, con una specifica raccomandazione: sfogliatelo impugnando un bicchiere di vino! Non un vino qualsiasi, ma esclusivamente Teroldego Rotaliano! Così si possono leggere - assaporare - esperienze del passato che stimolano a orientare nuove, attuali emozioni, con ingranaggi narrativi dove il ‘personale è politico’, dove dolorose, drammatiche vicende familiari stimolando a portare il cuore oltre l’ostacolo.


L’autore, inutile negarlo, ha il pallino della narrazione. Vuole raccontare storie e farlo per condividere valori sociali. Senza contrapposizioni ideologiche, solo per ribadire il suo essere ‘bastian contari’. Ma non solo. Propone - trascrive - episodi di una sua strategica missione, puntando ai sentimenti e - enologicamente parlando - anche a ripensare le cose buone della vita.

 

Così il Teroldego - chiamato ‘Principe del buon bere trentino’ - è fin tropo osannato. Un vino insidiato da scelte vendemmiali che puntano al profitto, produzione di stampo industriale, la cooperazione (puntualmente contestata per le scelte verticistiche, lontane dalla base sociale) che omologa le pigiature, garantendo ottimi fatturati, ma con discutibili valori etici. Tipologia vinaria fortunatamente salvaguardata ( nell’immagine e per i wines-lovers ) da una pattuglia di teroldeghisti veraci, i giovani della Generazione Z, figli delle dinastie storiche rotaliane, quelli che si confrontano come ‘TeroldeGOevolution (inserendo magari una R all’ultima indicazione…).

 

Pier Dal Rì sfrutta proprio la sua ancestrale devozione al vino rosso rotaliano per far comprendere la complessità del Potere della Pat. E di come - sorseggiando un calice di questa portentosa vitalità enoica - può essere (in parte) smascherata. Per il bene di crede nel futuro. Anche di quanti - senza sogni - hanno banalmente pesanti piedi per terra. E il c. ancorato a comode poltrone.

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