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''Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo'', quando si raggiunge la Verità, a questa non si può fare altro che rendere testimonianza

La porzione del vangelo secondo Giovanni letta dalla chiesa cattolica in questa domenica vede al suo centro, nuovamente, la figura di Giovanni il Battista, ed in particolare la sua “testimonianza” nei confronti di Gesù. Per l'evangelista sembra essenziale sottolineare il riconoscimento di Gesù come Figlio di Dio da parte del Battista
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Di Alessandro Anderle - 18 gennaio 2020

Laureato in Filosofia e laureando in Scienze Religiose. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni,

Gv 1,29-34 [In quel tempo] Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui disse: "Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo. Ecco colui del quale io dissi: dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele". Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: l'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio".

 

La porzione del vangelo secondo Giovanni letta dalla chiesa cattolica in questa domenica vede al suo centro, nuovamente, la figura di Giovanni il Battista, ed in particolare la sua “testimonianza” nei confronti di Gesù. Per l'evangelista sembra essenziale sottolineare il riconoscimento di Gesù come Figlio di Dio da parte del Battista, poiché egli è "venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele".

 

L'immagine dell'agnello – particolarmente importante nel libro dell'Apocalisse – nel vangelo viene applicata a Gesù solamente due volte. Non è chiaro a cosa volesse alludere Giovanni, il riferimento più probabile è quello dell'agnello che, attraverso il sacrificio operato sulla croce, toglie letteralmente il peccato dal mondo. L'agnello, per la cultura giudaica, rappresentava la quintessenza della purezza, della fragilità, dell'essere indifeso di fronte alla ferocia. Così sarà anche per Gesù sulla croce: indifeso davanti agli uomini che lo condannarono.

 

Resta il fatto che questo è un momento di rivelazione per il Battista stesso: a suo dire, infatti, la sua opera di conversione aveva la finalità di far conoscere Gesù al popolo d'Israele, ma è Giovanni stesso a fidarsi per primo di Dio, poiché egli non conosceva ancora l'identità di Gesù. Dopo averlo battezzato, avendo visto lo Spirito scendere su di Lui, Giovanni ri-conosce la Sua vera identità. Il messaggio del Battista è intenso: quando si raggiunge la Verità, a questa non si può fare altro che rendere testimonianza.

 

Il battesimo che opererà Gesù sarà diverso da quello di Giovanni: Egli, infatti, battezzerà in Spirito Santo. Se il Battista andava predicando un battesimo di conversione, con il battesimo gesuano si entrerà nel mistero della figliolanza divina. Coloro che avrebbero in seguito ottenuto questo battesimo, avrebbero vissuto un totale rinnovamento, sarebbero rinati dallo e nello Spirito (come Gesù proverà a spiegare a Nicodemo). Il loro sarebbe stato – ma ciò dovrebbe avvenire anche per i battezzati di tutte le epoche - un “venire nuovamente alla luce”, una luce che è Verità, una Verità che è Amore.

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