Contenuto sponsorizzato

Gesù si ritira in un luogo deserto a pregare

Nella lettura del vangelo secondo Marco la narrazione, iniziata la scorsa domenica, prosegue. In una giornata viene presentata la vita di Gesù: lo shabbat a Cafarnao. Il modo di narrare le vicende, come la stessa figura di Gesù al suo tempo, lascia il lettore – come l'apostolo – in uno stato di “in-comprensione”
Dal blog di Alessandro Anderle - 03 febbraio 2018 - 20:42

Mc 1,29-39 [In quel tempo], Gesù e i discepoli, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

 

Dopo aver commentato la Torah e i Profeti in sinagoga, Gesù si reca a casa di Simone, rinominato Pietro, dove guarisce sua suocera. L'autore prefigura probabilmente qui il “futuro” dei gruppi-comunità cristiane che, al suo tempo, si riuniscono principalmente in case private. Simone-Pietro, originario di Betsaida, si è trasferito a Cafarnao per poter praticare il lavoro di pescatore. Il narratore, oltre alla suocera, non presenta nessuno, rendendo impossibile affermare con certezza se Pietro, al tempo, fosse ancora sposato oppure vedovo.

 

La guarigione compiuta da Gesù viene descritta dal narratore in modo peculiare: «si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano». L'azione compiuta da Gesù non viene descritta come quelle comunemente compiute da guaritori “esoterici” o da medici professionisti. Egli, semplicemente, «si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano». Un'attenzione, un gesto, la prossimità che non necessita parola.

 

«Il “servizio” della miracolata preludeva a quello delle donne al seguito di Gesù (cf. Lc 8,2-3) e costituiva un modello per la diaconia femminile nella Chiesa» (A. Poppi). A differenza dei maestri giudei, Gesù accettava il servizio – e, prima di tutto, il seguito, la compagnia e la vicinanza – delle donne. Una rivoluzionarietà più che attuale, dato che il diaconato femminile nella Chiesa è ancora oggi oggetto di forti discussioni (per non menzionare il sacerdozio femminile).

 

Tramontato il sole si conclude lo shabbat e le normali attività riprendono. I famigliari, ora, possono anche portare i “loro” malati da Gesù per chiederne la guarigione. Anche in questo caso, ritorna il motivo “caro” a Marco dell'imposizione, da parte di Gesù, del cosiddetto “segreto messianico” ai demoni: il Messia può essere svelato solo dopo la sua umiliazione sulla Croce.

 

Questa giornata, per Gesù, si conclude solamente al mattino seguente, quando trova tempo e pace («si ritirò in un luogo deserto») per pregare. Gesù, il Cristo Figlio di Dio e Figlio dell'uomo, sente il bisogno di pregare, sente il bisogno di un dialogo interiore con il Padre, avverte la necessità di un momento di spiritualità. Come ogni essere umano.

 

I gesti compiuti da Gesù lo “rendono famoso”: «Tutti ti cercano!», gli urlano i discepoli quando riescono a ritrovarlo. Il loro Maestro sembrava essere sulla strada giusta, sembrava essere “quello giusto”. Tutti lo cercavano ed era passato solamente un giorno: chissà cosa avrebbe ancora compiuto a Cafarnao.

 

Gesù, però, spiazza i discepoli – assieme al lettore -: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». Non ritorna nel luogo dove poteva già essere riconosciuto, dove poteva trarre già riconoscimento. «Gesù rifiuta il ruolo di guaritore paesano» (A. Poppi), la sua missione, la sua vita, sono mosse dall'urgenza di portare la Parola «per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe».

Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 19 luglio 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

20 luglio - 12:58

Dopo la discussione social e la capogruppo della Lega accusata di diffondere notizie incomplete e di risposte con affermazioni molto pesanti, il movimento femminile del Patt prende posizione. La Lega ribatte e il Pd solidarizza con le stelle alpine: "Basta con questo linguaggio offensivo e becero del carroccio. Non attaccano sul contesto, ma in base a quello che fa più presa sull'elettorato"

20 luglio - 06:01

La Pat in numerose occasioni ha ripetuto che l'orso è stato protagonista dell'80% delle predazioni totali da parte degli orsi e del 50% dei danni. Dati corretti ma che oggi (che siamo entrati in possesso dei Rapporti specifici che riguardano il plantigrado) possiamo tradurre in numeri: nel 2018, per esempio, ha ucciso 11 dei 13 bovini predati in totale da tutti i plantigradi a fronte di oltre 46.000 capi in provincia. Curiosità: il 26 settembre è stato investito da un furgone ma ha riportato pochissimi danni

20 luglio - 09:12

E' successo a porto San Nicolò. L'automobilista invece di entrare in un parcheggio ha sbagliato strada e si è trovato in ciclabile. Accortosi dell'errore ha fatto retromarcia 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato