Contenuto sponsorizzato

''Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l'hanno posto'', la riflessione sulla Pasqua attraverso il mistero della risurrezione

Gesù è stato crocifisso, è morto e viene adagiato nel sepolcro prima dell'avvento del sabato. I discepoli sono dispersi, la maggior parte è fuggita di fronte alla cattura del proprio Rabbì. Tutto quanto era stato “costruito” da Gesù durante la sua vita terrena sembra andare in frantumi, cadere assieme alla sua morte nella notte del mondo
DAL BLOG
Di Alessandro Anderle - 11 aprile 2020

Laureato in Filosofia e in Scienze Religiose. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni,

Gv 20,1-9 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto".

 

Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.

 

Questo breve brano, tratto dal vangelo secondo Giovanni, ci guida nella riflessione sulla Pasqua del Signore, attraverso il mistero della risurrezione. Gesù è stato crocifisso, è morto e viene adagiato nel sepolcro prima dell'avvento del sabato. I discepoli sono dispersi, la maggior parte è fuggita di fronte alla cattura del proprio Rabbì. Tutto quanto era stato “costruito” da Gesù durante la sua vita terrena sembra andare in frantumi, cadere assieme alla sua morte nella notte del mondo.

 

Vi è un'annotazione interessante: secondo Marco, Maria Maddalena si reca al sepolcro con le prime luci dell'alba; in Giovanni invece, fino alla scoperta della risurrezione, "era ancora buio", le tenebre avvolgevano ancora il creato. È solo la Maddalena a recarsi al sepolcro, ancor prima che spuntassero le luci dell'alba, mentre negli altri vangeli si parla di più donne (anche se Maria, parlando annunciando a Pietro il ritrovamento del sepolcro vuoto, tradisce un plurale: "non sappiamo dove l'hanno posto").

 

Tecnicismi a parte, è bene evidenziare come in tutte le narrazioni evangeliche siano le donne – con Maria di Magdala in testa – a ritrovare il sepolcro vuoto. Sono in qualche modo le depositarie di una rivelazione che si fa relazione autentica: la risurrezione si mostrerà per prima a coloro che, anche nel momento della Croce, questa relazione non l'hanno interrotta. Certo, la risurrezione di Gesù avrà poi valenza universale, per tutte le donne e gli uomini, ma per ora l'Amore del Padre è parola al femminile.

 

I primi a ricevere la notizia dalla Maddalena sono Pietro e Giovanni, il discepolo amato – e la “scuola” da cui proviene la narrazione che stiamo affrontando. Entrambi corrono al sepolcro, probabilmente pensando che qualcuno abbia trafugato il corpo (cosa di cui verranno, in seguito, accusati gli stessi discepoli). Fra Pietro e Giovanni non vi è rivalità – che nella narrazione rappresentano le rispettive comunità -: Giovanni corre più veloce, ma aspetta che Pietro sia il primo ad entrare.

 

Ebbene, il racconto evangelico si ferma su di un particolare rilevante: la sistemazione delle bende e del sudario che avvolgevano il corpo di Gesù. Perché era così importante sottolineare che fossero riposte in ordine? Prima di tutto, proprio per screditare coloro che sosteneva che il cadavere fosse stato trafugato: uno o più ladri non perderebbero certamente tempo a spogliare e riporre ordinatamente ciò che avvolgeva il corpo. Il particolare del sudario, inoltre, appare interessante. Il sudario serviva ad avvolgere il volto del cadavere, anche per evitare che la bocca si aprisse. Il verbo del testo greco originale, che viene tradotto con “piegato”, in realtà potrebbe significare anche “avvolto”, come se conservasse ancora la forma del volto di Gesù.

 

Giovanni, il discepolo amato, colui che solo, assieme alle donne, si trovava sotto alla Croce durante l'agonia di Gesù, "vide e credette". La fede cristiana si fonda, in definitiva, su questo sepolcro vuoto, sulla morte che non trattiene la vita per più di tre giorni, sull'Amore misericordioso che vince sulle tenebre dell'odio. Prima, certamente, vi è stata sofferenza: la sofferenza dell'omicidio di un innocente, la sofferenza dei discepoli che videro morire la propria speranza assieme a Gesù, sulla Croce. La sofferenza e la morte, però, sono state sconfitte – il cristiano lo sa – in un mondo in cui, però, non cessano di esistere. La Pasqua serve a ricordare proprio questo, a tener accesa la luce della speranza anche nei momenti in cui, tutto attorno, si percepiscono solo tenebre.

Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 19 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
20 aprile - 09:55
Poco più di una settimana fa un ciclista nell'Alto Garda è stato scaraventato in un fosso dopo essere stato urtato da un [...]
Cronaca
19 aprile - 20:57
Sono 1.342 le persone attualmente contagiate in Trentino. Sono 21 i territori con 1 persona attualmente positiva. Registrate 38 guarigioni dal [...]
Politica
20 aprile - 06:01
Secondo il Tribunale di Trento la Giunta Fugatti, per l’accesso alle graduatorie Itea, aveva imposto agli stranieri dei criteri discriminatori e [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato