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Per portare la parola di Dio basta una tunica, dei sandali e un bastone per appoggiarsi

Il Vangelo secondo Marco prosegue la sua narrazione con un brano incentrato sul mandato missionario dato ai Dodici, la cerchia più ristretta dei suoi seguaci
DAL BLOG
Di Alessandro Anderle - 14 luglio 2018

Laureato in Filosofia e laureando in Scienze Religiose. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni,

Mc 6,7-13 [In quel tempo] Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: "Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro". Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

Il Vangelo secondo Marco prosegue la sua narrazione con un brano incentrato sul mandato missionario dato ai Dodici, la cerchia più ristretta dei suoi seguaci. Nonostante le resistenze incontrate e le profonde incomprensioni – come quella avvenuta nella sua città natale: “Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua»” (Mc 6,4) – Gesù prosegue la sua missione itinerante fra le località della Galilea. In questa parte del racconto, l'evangelista rappresenta il momento in cui Gesù stesso invia i suoi più vicini collaboratori ad annunciare la Parola della venuta del Regno.

 

A questo punto del racconto, Marco si dilunga in una descrizione: quella dell'equipaggiamento di cui avrebbero dovuto dotarsi gli inviati. Oppure, meglio, l'evangelista mostra in modo più evidente cosa i missionari non avrebbero dovuto portarsi. Unica cosa: un bastone che sorregga il loro cammino – e non, certo, per offendere qualcuno. Il bastone rappresenta, simbolicamente, il centro della missione: essa avrebbe dovuto essere totalizzante, anche dal punto di vista esistenziale. Il cammino della Parola doveva essere, per così dire, infinito: oltre la stanchezza, e la caducità, fisica, con l'aiuto di un bastone.

 

«E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: "Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì». Nemmeno il cibo essenziale era consentito, perché la fiducia in Dio di chi annuncia la parola doveva essere tangibile all'esterno. Una sola tunica in dosso per non ostentare, ai piedi semplici sandali. Bisogna sapere che in tutti i villaggi giudaici la casa di una persona designata era riservata per l'accoglienza degli ospiti, chiunque fossero – purché giudei. Alle sei coppie di missionari non era consentito cambiare l'ostello designato con una sistemazione più agiata.

 

Marco sottolinea, in conclusione, una dimensione di giudizio: dei villaggi contrassegnati dalla polvere scossa dai sandali degli inviati, verrà fatta memoria – al momento della venuta del Regno del Padre. Per ora questo momento non è ancora, evidentemente, giunto. Nonostante questo, però, la Parola non ha ancora smesso di vivere il suo viaggio.

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