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Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini

Il vangelo secondo Marco racconta come Gesù, fatto ritorno in Galilea dopo l'arresto di Giovanni Battista, chiamò a sé i primi discepoli
Dal blog di Alessandro Anderle - 20 gennaio 2018 - 20:28

Il vangelo secondo Marco si è aperto con il battesimo di Gesù, al quale hanno fatto seguito le tentazioni nel deserto. Il brano letto questa domenica prosegue la narrazione con la carcerazione di Giovanni Battista ed il ritorno di Gesù in Galilea, luogo in cui fece i primi discepoli, dando inizio al suo – come viene chiamato - “ministero pubblico”.

 

Mc 1,14-20 In quel tempo, dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

Lo stile di Marco è asciutto ed incisivo, con poche parole ricapitola le vicende di Gesù dopo la tentazione: «dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea». L'arresto di Giovanni non lasciò indifferente Gesù, egli era una figura significativa nella sua vita spirituale: «Gesù torna in Galilea, la terra della sua infanzia, per iniziare a proclamare un messaggio che sentiva dentro di sé come una missione da parte di Dio Padre. Incomincia questa vita di predicazione e di itineranza dopo che Giovanni, il suo rabbi, il suo maestro, colui che lo ha educato nella vita conforme all’alleanza con Dio e lo ha anche immerso nelle acque del Giordano (cf. Mc 1,9), è stato messo in prigione da Erode, è stato ridotto al silenzio, lui che era “voce” (cf. Mc 1,3; Gv 1,23)» (E. Bianchi).

 

Gesù si recò in Galilea e là predicò “il vangelo”. È importante sottolineare che il termine qui non indica – ovviamente – i quattro scritti canonici comunemente conosciuti come “vangeli”, questi vennero composti solo dopo la morte di Gesù. Il termine vangelo proviene dal latino evangelium, il quale, a sua volta, proviene dal greco eu anghélion, che significa “buona notizia”. Gesù inizia la sua predicazione pubblica con la proclamazione di una buona notizia, la notizia dell'avvento del Regno di Dio. Gesù, con il suo messaggio e la sua persona, apre un tempo in cui la presenza di Dio è saldamente presente, e inafferrabile completamente. Gesù mostra, prima di ogni altra cosa, la presenza di un Dio che nella sua regalità abbraccerà la croce.

 

Gesù chiama i primi discepoli presso «“il mare di Galilea”, ossia il lago di Genesaret, [il quale] costituì lo scenario della prima fase del ministero di Gesù. Lo specchio d'acqua è incassato tra le montagne, a 200 metri circa sotto il livello del mare; è lungo 21 km, largo 11 e presenta la forma di una cetra (kinnòr in ebraico) […] in epoca romana fu denominato “lago di Genesaret” e più tardi “lago di Tiberiade”» (A. Poppi).

 

Il narratore a questo punto presenta la chiamata dei primi discepoli, il momento in cui Gesù comincia a condividere la sua interpretazione dell'esistenza, la sua vita protesa al Padre e al prossimo. L'evangelista presenta queste chiamate con brevi pennellate: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini», dice ai primi due discepoli, e la risposta alla chiamata è immediata. Una chiamata che chiede e richiede un'adesione profonda, una risposta che sappia andare al di là anche delle “normali” convenzioni: chi abbandonerebbe il proprio padre? (l'evangelista sottolinea come, comunque, non rimanga solo): «ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui».

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