Dodici musicisti, strumenti e tradizioni provenienti da geografie lontane: il secondo appuntamento di Filarmonica Casual attraversa Mediterraneo, Europa e oltre

Analisi, recensioni, presentazioni delle grandi opere nella prestigiosa sala della Società Filarmonica di Trento
Un oud tunisino accanto alla nyckelharpa scandinava, chitarre e sassofono, viola, tromba, fisarmonica, basso elettrico e un fitto universo di percussioni.
Sabato 10 ottobre alle 20 la Sala Filarmonica di Trento accoglie OrchExtra Terrestre, secondo appuntamento di Filarmonica Casual, la sezione di Filarmonica Extra dedicata agli incontri meno prevedibili tra linguaggi, esperienze e pubblici diversi (Qui info, biglietti e programma).
Sul palco saranno in dodici, con storie musicali e provenienze che attraversano l’Italia e arrivano fino alla Tunisia, a Cuba e all’India: Giordano Angeli alle chitarre e sassofono, Loris Vescovo voce e chitarra, Helmi M’Hadhbi all’oud, Sara Giovinazzi voce e percussioni, Emanuela Bungaro viola e voce, Giovanni Parrinello voce e tromba, Gianni Morelli alle percussioni, Luca Degani alla fisarmonica, Angel Ballester Veliz ai fiati, Carlo La Manna al basso elettrico, John Salins alle percussioni e Corrado Bungaro, nyckelharpa e direzione.
Un organico che racconta già molto del progetto. OrchExtra Terrestre nasce dall’incontro di strumenti, lingue e tradizioni differenti, lasciando che ciascuna conservi la propria voce e, nello stesso tempo, entri in relazione con le altre. Echi popolari italiani incontrano suggestioni mediorientali, africane e sudamericane; corde, fiati e percussioni cambiano continuamente colori e prospettive. I temi passano da un musicista all’altro, i ritmi migrano, la scrittura lascia spazio all’improvvisazione.
Più che cercare un suono uniforme, l’ensemble lavora proprio sulle differenze. La dimensione collettiva diventa il centro del concerto: dodici personalità musicali costruiscono un repertorio in movimento, nel quale provenienze e tradizioni si incontrano e si trasformano reciprocamente. Un modo molto concreto di raccontare, attraverso la musica, cosa accade quando geografie apparentemente lontane finiscono nello stesso spazio.
"OrchExtra Terrestre porta in Filarmonica un’idea che ci interessa molto: quella di una musica capace di raccontare le differenze senza cancellarle", commenta Alessandro Arnoldo, direttore artistico della Fondazione Filarmonica Trento. "Dodici musicisti arrivano con strumenti, esperienze e tradizioni lontane e trovano sul palco un terreno comune. È uno dei significati di Filarmonica Casual: creare incontri poco prevedibili, capaci di mettere in discussione confini e abitudini d’ascolto senza rinunciare alla qualità musicale".
Il prossimo appuntamento con Filarmonica Casual sarà il 5 novembre con Samuele Ghezzi e i Roaring Cats, che porteranno in Filarmonica una rilettura della Quinta Sinfonia di Mahler attraverso il jazz degli anni Trenta.














