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| 13 ottobre | 15:23

Dieci anni senza Padre Fabrizio Forti, frate degli ultimi capace di incarnare il Vangelo dei poveri: la mia richiesta a Papa Leone XIV di beatificarlo

Dieci anni senza Padre Fabrizio Forti, frate degli ultimi capace di incarnare il Vangelo dei poveri
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 13 ottobre 2026

Parlando di “visione laica” di Gesù, ovvero non solo del suo profilo spirituale, bensì del suo comportamento di totale rispetto dei diritti civili nei confronti di tutti - proprio di tutti - ed in particolar modo proprio di chi più è lontano da ogni religione, non posso non pensare che il prossimo 16 ottobre è il Decimo Anniversario della scomparsa di Padre Fabrizio Forti, il “Frate Cappuccino degli ultimi”: senza fissa dimora, carcerati e persone svantaggiate.

 

Deceduto nella sua cella nel Convento dei Frati Cappuccini di Trento nella notte fra il 15 ed il 16 ottobre 2016 - a pochi giorni dal compimento dei 67 anni - il suo ricordo resta e resterà indelebile (qui articolo e articolo2).

 

Nato a Gardolo nel 1949, Padre Fabrizio ha incarnato in pieno lo spirito e l’azione del “Poverello di Assisi”, diventando una tenace, instancabile ed indelebile colonna della solidarietà in Trentino (qui articolo). La “mission” di Padre Fabrizio Forti è iniziata in Val di Cembra, presso il Convento dei Cappuccini di Piazzo di Segonzano, che trasformò in un punto di incontro aperto a tutta la popolazione della Valle, con una particolare attenzione ai giovani e alle persone in difficoltà.

 

Nel 1983, insieme a un gruppo di volontari del territorio, dette il via all’Associazione Valle Aperta, attiva a Ponciach (Segonzano), per offrire sostegno e ospitalità a persone con disagio psichico e relazionale.

 

La sua presenza in Val di Cembra ha favorito poi la nascita di molte altre esperienze di volontariato giovanile e sociale, tra cui l'Associazione Sorgente '90. Alla fine degli anni '90 fondò presso il Convento dei Cappuccini a Trento alla “Cervara”, la “Mensa dei Poveri” da lui ridenominata “Mensa della Provvidenza” (dal 2024 si è trasferita in Via Giusti a Trento). La Mensa la chiamò “Della Provvidenza” perché tutte le sere - 365 giorni su 365 - oltre 300 volontari servivano e servono a tavola una cena calda con cibo donato, che non è mai mancato.

 

“Mensa della Provvidenza” che, grazie al convinto sostegno di Luca Pianesi, Direttore del Dolomiti e dell’Avv. Gloria Canestrini - che collabora anche alla presente iniziativa - è stato possibile aprirla anche a Rovereto, sullo stesso identico modello.

 

E da quel volto solcato dalle rughe di una vita in prima linea e di sofferenze, incorniciato da una folta barba (e baffi) bianca - un pò ingiallita - non è mai mancata nei confronti dei suoi ospiti, prevalentemente senza fissa dimora, una forte frase di incoraggiamento ed una immediata, intensa e concreta attività di supporto.

 

E così avveniva anche in Carcere - da Cappellano a Trento e Rovereto.

 

E’ molto interessante segnalare al riguardo il libro  “Padre Fabrizio Mario Forti - L'uomo che gioca - Scritti su vecchie e nuove povertà” , che raccoglie suoi articoli ed interventi.

 

Personalmente ho avuto l’onore e la fortuna di collaborare con lui per 15 anni con la Mensa e per 2 anni affiancandolo all’interno del Carcere di Rovereto, dove ho imparato – da lui – per la prima volta nella mia vita, cosa sia davvero il Cristianesimo, allorché mi trovai ad assistere al suo incontro in cella con una mamma che aveva commesso da poche ore un infanticidio e ad ascoltare le sue parole, che mi rimbombano ancora nelle orecchie e mi creano una profonda commozione. In quel momento di dolore assoluto, nel quale il giudizio del mondo era schiacciante e l'aria era irrespirabile per l'angoscia, ho visto davvero l’immensa grandezza di Padre Fabrizio. Non ci furono prediche, non ci furono condanne. La sollevò da terra dove era accasciata, l’abbracciò stretta e le disse: “forza Maria (nome di fantasia), affronteremo insieme tutto questo”.

 

Ed a dieci anni dalla sua dipartita, l'eco delle sue opere e la sua fama di immensa umanità e spirito di servizio non solo non si è spenta, bensì è ancora più intensa in tutti gli ambienti che aveva frequentato.

 

Ecco che, alla luce di quanto sopra, ho inviato la lettera allegata a Papa Leone XIV - e per conoscenza all'Arcivescovo di Trento Mons. Lauro Tisi - affinchè venga dato il via alla Causa di Beatificazione di Padre Fabrizio al primo livello, ovvero a “Servo di Dio”, che comporta “l'Eroicità delle Virtù”, ovvero “la dimostrazione della disposizione abituale da parte del candidato ad aver compiuto il bene con fermezza, continuità e senza esitazioni durante la sua vita”.

 

Ed ho chiesto al Santo Padre Prevost la sua Beatificazione, fortemente sostenuto dalle seguenti importanti parole che l’Arcivescovo Tisi stesso - primo testimone dell’eroicità di Padre Fabrizio - ha pronunciato il giorno del suo funerale: “La scomparsa di Padre Fabrizio Forti ci addolora molto. Con lui se ne va prematuramente una colonna di questa Chiesa, capace di incarnare il Vangelo dei Poveri”.

 

Ps: Abbiamo nel frattempo appreso che il Santo Padre deve essere operato. Gli auguriamo di cuore di tornare prestissimo al suo Magistero.

 

Sua Santità Papa Leone XIV

E p.c.

Mons. Lauro Tisi
Arcivescovo di Trento

 

 

PADRE FABRIZIO FORTI - Trento

 

Santità Papa Leone XIV,

Mi permetto rivolgermi a Lei per sottoporre alla sua attenzione - nel decennale della sua salita al Cielo - la figura e la memoria del compianto Padre Fabrizio Forti, Frate Minore Cappuccino a Trento, che ci ha lasciati il 16 ottobre del 2016, affinché possa essere valutata l'introduzione della “Causa di Beatificazione e Canonizzazione” per “Virtù Eroiche” di questo Umile Servitore, ricordato nel cuore del popolo come un autentico “Servo di Dio”.

Quanto sopra facendo seguito alla mia lettera all’Arcivescovo Lauro Tisi del 29.9.2026 - che ci legge in copia - che ha vissuto in pieno il passaggio terreno di Padre Fabrizio, e che quindi può testimoniare in prima persona la valenza di quanto richiesto.

 

Padre Fabrizio Forti ha incarnato nel modo più luminoso il carisma francescano, facendosi ultimo tra gli ultimi e testimoniando il Vangelo non a parole, ma attraverso l’offerta totale e quotidiana della propria esistenza.

Ha consumato la sua vita terrena spendendosi instancabilmente in due ambiti di profonda sofferenza umana e spirituale: la vicinanza costante ai fratelli detenuti e il soccorso ai senza fissa dimora.

Per molti anni, nel suo delicato ministero di Cappellano presso la Casa Circondariale di Trento (e Rovereto fino alla sua chiusura) Padre Fabrizio è stato il portatore della voce di Dio.

 

Con pazienza infinita, capacità di ascolto e profonda compassione, ha saputo restituire dignità e speranza a uomini e donne segnati dal reato e dall’emarginazione.

Il suo passaggio tra le celle era per i carcerati un faro di luce e un richiamo costante alla conversione e al riscatto umano ed alle sue S. Messe partecipavano tutti, atei, nomadi, zingari, musulmani.

Ed io ho avuto la grande fortuna ed onore di essere testimone, avendolo affiancato per due anni.

 

Parallelamente, Padre Fabrizio è stato l’anima e l’instancabile promotore della “Mensa della Provvidenza”, come l’aveva denominata lui stesso, presso il Convento dei Frati Cappuccini di Trento. Sotto la sua guida provvidente, la Mensa è diventata un rifugio sicuro per migliaia di senzatetto, immigrati e famiglie indigenti, dispensando non soltanto centinaia di migliaia di pasti caldi alla sera 365 giorni su 365, ma soprattutto quel calore umano e quel rispetto di cui i poveri sono costantemente privati.

 

E riguardo alla Mensa gli sono stato accanto 15 anni (le allego una bella foto al riguardo).

 

La fama di Santità che ha circondato Padre Fabrizio in vita è esplosa in modo unanime al momento della sua dipartita, quando una moltitudine di fedeli, e in particolare di poveri ed ex detenuti, si è stretta attorno alle sue spoglie.

Certi che l'esempio di questa vita interamente donata possa costituire un potente incoraggiamento alla carità e alla speranza per l'intera comunità ecclesiale Trentina, prego Sua Santità di voler sostenere questa mia richiesta, che supporterò con la dovuta documentazione, e di benedire i primi passi del cammino che speriamo possa condurre Padre Fabrizio agli Onori degli Altari.

Con gratitudine.

 

Dott. Riccardo Petroni
Rovereto (TN)

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